lunedì 6 aprile 2009

Ore 3.32


Ore 3.32, mi sembra che la testa giri ed il cuore scoppi. Forse sono io che sto male, ma tutto si muove e non accenna a fermarsi...Accendo la lucetta dell'abat - journ e vedo che l'anta dell'armadio che non avevo chiuso a chiave, si apre lentamente...Mi accorgo che non sono io a stare male, ma è la terra che trema. Scuote la palazzina ritmicamente...E' il terremoto...Mi sembra impossibile che capiti a me..e non sento nemmeno paura. Passa qualche minuto la terra si ferma. Sono scattati tutti gli allarmi delle auto, sento parlare al piano di sotto, scendo anch'io..Noi scherziamo su questo..Ma a me sono venute in mente le zone colpite...Roma non è mai stata l'epicentro ...ragiono così...in quel momento. Tutto si cheta, le macchine smettono di lamentarsi e piomba nuovamente il silenzio della notte. Ore quattro, mi infilo rabbrividendo sotto le coperte. Altra scossa...Mi sembra di nuovo la mia testa...Poi piombo nel sonno che si popola anche di sogni...

Al mattino, verso le 6.30, ecco che vengo a sapere della tragedia. L'Aquila distrutta, famiglie gettate nella disperazione. Mio Dio, viene anche a me da piangere, non posso fare nulla. L'Italia piange nuovamente in lutto i suoi figli. Le immagini che la televisione propone sono drammatiche...Ancora fratelli nel pianto, morti, feriti...Non posso fare nulla...Vorrei essere là...Povera gente...
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