martedì 29 marzo 2011

domenica 27 marzo 2011

La pace, quel bene prezioso

Non commenterò politicamente ciò che sta accadendo ultimamente in Libia, perché i fatti sono ormai conosciuti da tutti, però rifletterò su essi.
La guerra è generata dall'odio, dalla sete di potere. Ho letto proprio poco tempo fa la storia di Massimiliano Kolbe. La conoscevo vagamente, tanti lati mi erano oscuri ed è stato un vero piacere riflettere su di essa. Ancora una volta un santo ha dimostrato che non si nasce santi ma si ci forma rimanendo fedeli alla grazia,  giorno per giorno. La vita di San Massimiliano Kolbe ha dimostrato che è la fede che abbatte le barriere dei propri limiti e che, assecondando la grazia, l'amore si dilata fino ad essere infinito. San Massimiliano Kolbe ha vissuto la storia della sua nazione fino in fondo e non ha accettato compromessi. Ha accettato il martirio della sua malattia, giorno per giorno e questo ha rafforzato il suo carattere... Riuscì a trasformarla in un tesoro immenso... Che grazia stupenda la malattia! Essa forgia il carattere e nella sua immensa debolezza, risalta la forza di Dio. E nonostante la malattia, tirò su un grande impero d'amore. Tutto è possibile a Dio. I compromessi non erano affatto per lui, tanto che, quando, scoppiata la Seconda Guerra Mondiale, gli fu chiesto di diventare tedesco, egli rifiutò energicamente: "No, io sono polacco!".
Egli predicò il perdono fino alle estreme conseguenze. Insegnava a perdonare tutti, anche i tedeschi. I tedeschi avevano ridotto gl'internati nei campi di concentramento a non essere più uomini, avevano inoculato in loro il germe dell'odio. Ma Padre Kolbe testimoniò che essere uomini anche in un campo di concentramento, era possibile e lo testimoniò nell'atto estremo della donazione della vita.

mercoledì 23 marzo 2011

La fede abbatte le barriere

Essere infinito è un attributo di Dio. Dobbiamo creare spazio nel nostro cuore altrimenti non riusciremo mai a essere vera immagine di Dio. Ci accorgiamo subito che il nostro cuore ha dei confini che non gli permettono di espandersi, confini creati dall'egoismo. Miserie umane che non ci permettono di spiccare il volo, che tengono imprigionato il nostro sguardo.
E' la fede che abbatte questi muri; il perdono e la misericordia di Dio, tagliano quel laccio che ci costringe a terra, a saltellare nel fango dei nostri egoismi.
Ogni muro di divisione impedisce la santità, non illudiamoci!

Quell'incontro straordinario

Spiegare, raccontare cosa avviene nel nostro cuore quando incontriamo una persona e ne siamo attratti, è quasi impossibile: nel nostro cuore scatta qualcosa d'incomprensibile e se ce ne chiedono il motivo, non lo sappiamo del tutto spiegare. Figurarsi quando s'incontra una persona straordinaria come Dio! Nel post "Credo, perché..."ho detto i motivi della mia fede. Ho detto che un giorno ho incontrato una persona straordinaria, Dio, e che in quell'attimo, la mia vita è cambiata. Le percezioni che hanno guidato quell'istante, sono state principalmente due. La prima la certezza che quel Dio che tanto avevo cercato e su cui avevo dubitato, esisteva sul serio; la seconda, la percezione che quella Persona che avevo incontrato aveva l'attributo di essere infinito. Sì, ho percepito la sua infinità, così come si percepisce l'odio o l'amore. Si comprende allora, che si ha a che fare con una Persona speciale. L'infinito si espande, non possiede confini, non è soggetto al tempo ed abbraccia l'eternità. Da ciò, si capisce il motivo per cui l'Infinito abbia creato il mondo, per trovare un modo di esprimere il suo non aver confini.
Non può che esprimersi con l'amore, perché l'odio rende piccino il cuore, lo limita in confini amari ed aspri.
L'amore abbatte le barriere dell'odio.... Più si sta a contatto con l'Infinito, più il nostro cuore si dilata.

domenica 20 marzo 2011

Citazioni da un libro di un sacerdote santo,Giuseppe Tomaselli

« Il viale è lungo; a destra ed a sinistra si ergono delle tombe, ma sono molte e non è possibile considerarle tutte. Qualcuna mi colpisce e mi obbliga a fermarmi. ... Il sepolcro è sontuosissimo, sormontato da un mezzo busto; fiori all'intorno ed una lampada accesa; gli emblemi delle virtù teologali sono artistici: la croce, l'àncora, la fiaccola; l'iscrizione del seguente tenore: « Mente eletta - Cuore nobile - beneficò gli altri, dimentico di sè - Sposa e figli straziati ne piangono il trapasso ». Bugie! Bugie! Il mondo è un ammasso di menzogne! Nel Cimitero però la menzogna regna sovrana: Tutti i morti sono onesti e caritatevoli. Pare che la morte scelga soltanto i buoni! Ho conosciuto quest'uomo... dalla mente eletta e dal cuore nobile! Ricordo bensì ciò che si diceva alla sua morte: Avrebbe fatto meglio a morire cinquant'anni prima!... Quanti padri di famiglia ha fatto piangere!... A quanti operai ha succhiato il sangue!... Quante prepotenze ed angherie ha fatto!... Prima di spirare colpito da male improvviso, invece di chiamare Dio, disse al servo: La chiave della cassaforte alle figlie femmine! - E cessò di vivere. Il suo corteo funebre fu di primo ordine: ghirlande senza numero e lunghe teorie di automobili. Ora sei qui, nobile signore, in pasto ai vermi! Hai gabbato il mondo, ma non certamente Dio. Avresti fatto meglio ad essere più caritatevole. Le ricchezze ammassate non sono più tue. Quante campagne possedevi! Adesso ti bastano pochi palmi di terra! O infelici ricchi! Siete invidiati dai mondani, ma Gesù ha lanciato contro di voi un «guai» terribile: Guai a voi, o ricchi! E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, anziché un ricco entrare in Paradiso! » 
Per conoscere più diffusamente questi fatti, si legga il volume « Invito all'amore » edito dalla Libreria L.I.C.E. - Berruti - Torino. E' la storia di Suor Josefa Menendez, morta nel 1923.
Sarebbe tanto utile conoscere qualche visita fatta nel Purgatorio.
- La notte dal primo al due novembre l'assalto diabolico mi aveva lasciata spossatissima. Mentre quasi ogni notte ero stata a soffrire nell'inferno tra i dannati, il Signore volle che nel mese dei morti andassi nel Purgatorio. Chiesi a Gesù se realmente fosse l'inferno o il Purgatorio il luogo ove vado a soffrire, oppure una semplice figura dell'oltre tomba. Gesù mi rispose: E' il vero inferno ed il vero Purgatorio. Le anime però le vedi in sembianze umane, per distinguerle. Ti porto in questi luoghi affinché tu resti invogliata a soffrire sempre più, per strappare anime all'eterna perdizione. -
Nella notte del primo novembre, verso le ore due, mi sentii leggera leggera come se non avessi avuto il corpo. Mentre a trasportarmi nell'inferno suole venire il demonio, il quale in un volo vertiginoso mi lancia tra i dannati, questa volta mi sentii trasportare da mano invisibile, senza vedere alcuno, e dopo un poco, invece di trovarmi sul letto, mi trovai in Purgatorio, vicino alle anime che spasimavano dal desiderio di vedere Dio e per altri dolori. II luogo era grandissimo; si vedeva dove cominciava, ma non dove finiva. Poi vidi un'immensa folla di anime, in maggioranza persone consacrate. Appena la mano invisibile mi posò vicino a costoro, tutte provarono gran gioia e dissero: Prega, prega per noi e per la nostra liberazione! - Un tale -disse: Se tutti sapessero com'è tormentoso il fuoco del Purgatorio, veramente ci verrebbero presto in aiuto! -
In quel momento cominciai a provare le pene del Purgatorio. Mi sentii come esasperata nell'anima e provai un forte calore in tutto il corpo. Però non è tanto la sofferenza del corpo che fa soffrire, quanto il rimorso di avere offeso Dio sì grande e la privazione di vederlo. Si sente fortemente Dio e non si può andare a Lui. Che terribile sofferenza!... Vidi le anime rassegnatissime; non dimostravano alcun segno di disperazione. Erano tanto pentite del male fatto e avrebbero voluto ritornare nel mondo per dire a tutti: Non fate peccati, perchè veramente c'è l'inferno ed il Purgatorio e le pene che vi si soffrono sono immense!
Mi si avvicinò un uomo, gridando: Non ne posso più di questi tormenti! Ormai sono nove anni che soffro e mi sembrano novecento anni! Per pietà liberatemi presto da queste pene!... Peccai, è vero!... Mentr'ero in vita, quando la miseria copriva la mia famiglia, imprecai contro Dio e contro i Santi. Sebbene me ne fossi confessato, ho da scontare la pena! -
Un Sacerdote era afflittissimo e chiedeva suffragi: Sto soffrendo molto, perchè in vita sono stato molto indulgente a tanti piccoli piaceri! -
Una donna diceva: Avevo la vocazione religiosa e la perdetti per una cattiva lettura. Ringrazio Dio che non sono piombata nell'inferno! -
Una suora esclamò: Sto riparando alcune mancanze di fiducia in Dio. Il giudizio di una religiosa è rigoroso, perchè non è il nostro Sposo Gesù che ci giudica, ma il nostro Dio!
- Il mio Purgatorio, diceva un'altra anima, sarà lungo poichè non ho accettato la volontà di Dio, né ho fatto con sufficiente rassegnazione il sacrificio della mia vita durante l'ultima malattia. La malattia è una grande grazia di purificazione, ma se non si fa attenzione, può essere occasione di maggior Purgatorio. -

sabato 19 marzo 2011

Una generosità soprattutto interiore

La generosità è una condizione soprattutto interiore. Si deve radicare fin nel profondo. Un'anima che sa offrire ogni istante, saprà anche approfittare pienamente quando Dio permetterà una malattia. Come accadde a Chiara Badano, così fu per tanti altri santi. Bisogna saper fruttare quegl'istanti così preziosi. certo, non è facile, richiede un continuo rinnegamento di sé.

La carità supera la giustizia

Ho riflettuto molto su questo. Ritorno alla vicenda di Chiara Badano e alla sua domanda: "E' giusto che muoia a 17 anni?"
La risposta è "no", ovviamente! Non è giusto...perché, consentitemi questo, alcuni vivono in perfetta salute fino a 90 anni e hanno di che lamentarsi. No, non è giusto che alcuni abbiano più salute di altri! Non è giusto, non possiamo dire il contrario, e dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo senza temere terremoti nella nostra anima! Dovete sapere che per lo Stato esiste un elenco di patologie gravi "grazie" alle quali ci si può assentare dal lavoro per più tempo superando la soglia comune del licenziamento o simili... Ebbene vi dirò che chi appartiene a quelle categorie (è stato provato) è più presente al lavoro rispetto a chi è più sano (mollo come una panissa!) e che si abbatte e lamenta per mali passeggeri....
No, non è giusto!!! Non è giusto che il Giappone abbia subìto il terremoto e che nello stesso tempo, qualcuno stia male perché ha fatto indigestione o sia in crisi perché non sa dove passare le vacanze!
E' con questo "non è giusto" che avviene la crisi, la rottura nel cuore dell'uomo... Il suo cuore va in crisi, comincia a mettersi in discussione e si trova di fronte ad un bivio....
Ogni decisione dovrebbe mettere in crisi l'uomo, almeno quelle serie! La carità è la leva che fa superare la giustizia umana. Solo essa può superare quella fatidica esclamazione che è chiaramente insita nel cuore umano: "non è giusto!" 
Quando la giustizia cade, continua la carità...che fa dire "è giusto perché è volontà di Dio".
Ecco perché Dio permette che nella vita delle anime che ama accadano tante cose per cui debba esclamare "non è giusto!", perché l'anima cominci a scegliere non solo la giustizia, ma la carità.
Dio permette malattie e sofferenze anche nella vita di chi è lontano da Lui per dargli l'opportunità di fare quel salto di qualità. Essere malato non vuol dire essere subito santo: anzi, uno potrebbe allungare il purgatorio o addirittura dannarsi con la stessa malattia di colui che, grazie ad essa, è volato in Paradiso. Perciò, attenzione ad associare sofferenza e santità, il discorso di Cristo non è stato questo.

La difficoltà dei nostri giorni....

Il relativismo...sempre lui, che ha tolto all'uomo la sua identità, uomo che scambia la fermezza negli ideali per intolleranza o ancor peggio, per "paraocchismo".
E' difficilissimo stare radicati nel bene quando chi è accanto a noi non fa le cose giuste... Ma questo accade perché il Signore vuole rafforzare ancor più la persona.

venerdì 18 marzo 2011

Credo, perché...

Navigando per internet, mi sono imbattuta in un post, che spiegava il motivo per cui l'autore di esso si dichiarava ateo. Singolare, bello, con una capacità introspettiva straordinaria, aperto al dialogo, non attaccava la Chiesa come spesso accade in chi vuole dimostrare a tutti i costi che Dio non esiste. In esso stillava la tristezza di un lutto incomprensibile alla ragione umana perché prematuro. Ma la cosa che mi ha maggiormente colpito, è che l'autore di questo post ha detto che a 16 anni si recava in chiesa alla Santa Messa per criticare. Con il tempo egli ha compreso che il suo atteggiamento non era giusto: non smise di essere ateo ma nemmeno di varcare di tanto in tanto la soglia di una chiesa, non più per prendere in giro, ma per vaga curiosità. Osserva poi, che, rivolte alcune domande ai credenti che tornavano appena dall'aver ricevuto la Comunione, ne uscivano le risposte più disparate che facevano inorridire, come ad esempio che l'Eucarestia era solamente un simbolo. L'autore ha chiamato queste persone, fedeli della domenica. Ed ecco che san Paolo aveva ragione a dire che dobbiamo saper esporre le ragioni della nostra speranza.
Non siamo automi che aspettano l'imbeccata del Papa e quindi fare i pecoroni... Io non intendo affatto il cristianesimo in questo modo. Io sono cristiana e cattolica perché un giorno ho incontrato Cristo...e non è stata la Chiesa ad insegnarmi che la vita è preziosa, o il valore della purezza, perché ne ero lontana. E' stato l'amore per Cristo ad insegnarmi che quando si entra in Chiesa bisogna adorare Dio con la genuflessione; è stato Cristo che ha rapito la mia anima e, volendo il cuore tutto per sé, mi ha insegnato il valore della purezza. Solo allora mi ha fatto comprendere che ero figlia di un Corpo Mistico, la Chiesa che aveva un suo capo, vicario di Cristo in terra, che concretizzava ciò che avevo già appreso in Cristo e che l'espressione della mia fede era nella Chiesa Cattolica. Liberamente ho scelto, dopo esserne stata lontana, di rientrarvi e di farne parte a pieno titolo. Chi accetta passivamente i concetti e le leggi del Cristianesimo, perché gli è stato insegnato così dai genitori... o dall'abitudine, è uno di quei fedeli della domenica, così come gli autisti della domenica guidano solo di domenica per non perdere la mano e sceglie giorni deserti. I "fedeli della domenica" vanno per far tacere la propria coscienza o adempiere le leggi dell'educazione ricevuta.
Faccio un altro esempio a questo proposito anche se, ovviamente, va preso con le molle in quanto la fede è "diversa" dal concetto di Patria, però da una parte rende l'idea.Non ho scelto di nascere in Italia, ma questo ha comportato delle conseguenze: sono italiana, ho una Patria, l'Italia, verso cui ho dei doveri e diritti.Ho detto che mi hanno educato all'amore per la Patria, ma è anche vero che anche amare la propria Patria è una scelta, ci sono tanti italiani che sono tali, solo perché nati in Italia. Sono nati in Italia, hanno studiato le poesie patriottiche, ma non hanno scelto di amare la propria Patria. Io ho scelto di conoscere meglio la storia dell'Italia e a 18 anni mi sono assunta l'impegno di essere una vera italiana, di fare il mio dovere, votando, anche se la delusione ti farebbe fare un gran voltafaccia... 
Così dovrebbe essere per chi riceve un'educazione religiosa: un giorno o l'altro devi incontrare Cristo veramente, non solo attraverso le nozioni date dai genitori o scuola...una serie di comportamenti per diventare persone dabbene..., incontrarlo, conoscerlo e quindi sceglierlo. Non si può essere cristiani e non conoscere Cristo!

mercoledì 16 marzo 2011

Orgoglio italiano...


Non sono ancora tanto vecchia, oppure nata subito dopo la guerra, eppure ho ben radicato nel cuore l'amore per la Patria. Sono orgogliosa e fiera di essere italiana. Sono cresciuta leggendo con passione il Libro Cuore e, nonostante il linguaggio fosse arcaico anche per me, tuttavia ne assorbivo totalmente lo spirito. 

Sarà stata l'educazione ricevuta sia in famiglia che a scuola, improntata tutta all'amore per la Patria...
Fiera di essere italiana? Eccome! Mi ritrovavo molto nel racconto mensile del giovane padovano che, sentito che parlavano male degli italiani, scaraventò in faccia a quegli stranieri che viaggiavano sulla nave con lui, tutte le monete che gli avevano dato in elemosina.
Allora, auguri, carissima Italia, terra di sole, di monti e di mari, per questo giorno in cui sei diventata un solo popolo!

martedì 15 marzo 2011

E' giusto?

Domanda, forse inespressa, di tanti uomini e donne di fronte al dolore.
E' una domanda uscita anche dalle bocche dei santi. Anche Chiara ha domandato alla mamma: "E'giusto che io muoia a 17 anni?"
Sono domande che premono il cuore e che, in questa terra, non avranno risposta.

Di fronte a tragedie immani come quella che ha colpito il Giappone, sorge naturale la domanda: "E' giusto?" Essa ha una vasta eco nel cuore degli uomini. Bellissima la risposta della mamma: "Non lo so"Non si può di certo rispondere a questa domanda che è giusto, però la madre, Maria Teresa, si affretta ad aggiungere: "E' giusto fare la volontà di Dio". Una risposta da santi, in realtà, perché la mamma sapeva che la figlia stava veramente per morire e immaginiamo il suo cuore stretto da un'angoscia mortale: lo racconta lo svenimento quando comprende che il capitolo della vita terrena di Chiara si sta definitivamente chiudendo.

Quando una persona non si piange addosso, difficilmente si crede al suo dolore immenso. Durante il suo racconto traspare di tanto in tanto la sua commozione... ed infatti le immagini che si susseguono suscitano commozione, non tanto per la giovane vita stroncata nel fiore della sua esistenza, ma per l'eroicità, la determinazione nel seguire Gesù con la croce, la sua serenità nel congedarsi dai suoi. No, non è davvero così facile, bisogna veramente trovarcisi a vivere il venerdì santo. Non è davvero l'ideale di una santità effimera, radicata sulla sabbia, ma è la certezza di vivere per l'eternità.

mercoledì 9 marzo 2011

Il Mercoledì delle Ceneri, sguardo e cuore verso l'alto

Il primo giorno di Quaresima si è riempito di un pace estrema, come se il vento tiepido della primavera scuotesse i rami della mia anima. Vento di primavera, vento di rinnovamento...Tempo di pensare alla vera vita, a quella eterna... Chi inizia un vero cammino di conversione e vuole raggiungere una perfezione puramente spirituale e non solo esterna, come ricordava il Vangelo di oggi, comprende subito che i suoi limiti sono davvero grandi e che non si possono superare se non con un intervento di Dio.....
Quindi, se l'austero simbolo delle Ceneri, ricorda che il nostro corpo diventerà polvere rimescolandosi con la terra, è pur vero che ci ricorda che dobbiamo guardare alla luce di Dio, alla sua onnipotenza, che solo lUi può donarci ali per volare al di sopra delle nostre miserie umane. Nessuno di noi può, umanamente, salvarsi, ma a Dio, nulla è impossibile. "Chi mi darà ali di colomba..." geme sgomento il salmista... Sarà Dio stesso che darà ali di aquila al suo fedele... Lo farà brillare alla luce del sole e lo libererà dal laccio stesso dei suoi peccati. Fu l'esperienza di tanti santi che toccarono con mano le loro inconsistenze, ma seppero rifugiarsi all'ombra delle ali di Dio, assorbire dall'amore la sua audacia...

martedì 8 marzo 2011

Riflessioni...

Certo, fa impressione vedere Sassello, Savona, paesi, città dove anche la mia vita si è dipanata illuminata da quei torrenti di luce che il mare rifletteva. Soprattutto mi fa riflettere sul concetto di santità. Come ho detto qualche post fa, bisogna saper vivere in modo profondo ed intero il venerdì santo, nei suoi aspetti umilianti. No, santità non significa vivere nel trasporto, saper offrire ogni istante subito. Chiara, quando tornò dall'ospedale di Torino con ormai nessuna speranza per il futuro, bloccò la mamma che voleva parlarle: "Adesso non posso rispondere" per tre volte... Troppo facile accettare senza problemi o lotte o, ancor peggio, far capire agli altri che sia così. Vivere il Calvario, significa vivere l'abbandono, la rivolta interiore....ma poi saper baciare anche la croce come fece Gesù... lo racconta Catharina Emmerick, credo che ciò sia vero... E come fece Chiara quando accolse dopo qualche minuto la mamma e le parlò con il suo sguardo luminoso. E' un po' come baciare la propria croce...Dapprima la ribellione, la solitudine... e poi vedere nella Croce l'unico ponte che ci colleghi al cielo, un caldo abbraccio con il cielo, l'unico mezzo di purificazione e amore.

domenica 6 marzo 2011

Da Sassello...

Contraddizioni e stupidaggini in televisione...

La televisione diventa veicolo di stupidaggini e contraddizioni colossali. Assetata di libertà e di uscire da qualsiasi altro schema morale, l'umanità sembra ingolfata in contraddizioni sulle quali nemmeno riflette. Da diversi anni va in onda il reality show intitolato "Il grande fratello"...
Questa trasmissione ha preso spunto da un famosissimo romanzo inglese anti-utopistico, che mette in risalto la negatività dei regimi totalitari. Scritto dallo scrittore inglese, George Orwell, vorrebbe essere un monito per la società. Il libro racconta la completa assenza di libertà, anche degli appartenenti alle più alte cariche del Partito, spiati continuamente da teleschermi che trasmettono, non solo le immagini, ma anche ogni più piccolo rumore. Ci voleva ben poco ad essere sorpresi in reato: un'espressione che tradiva un'emozione negativa riguardo al Partito, poteva condannare a morte la persona. Il mondo era spartito in tre grandi fazioni tutte governate da regimi totalitari simili, che prendevano nomi diversi.
L'individuo era in pratica abolito e tutti erano tenuti a seguire un pensiero collettivo. La società era fondata sull'odio e sul dovere allo stato. Tutti dovevano venerazione al Grande Fratello, capo del Partito, che nessuno aveva mai visto, ma la cui immagine del volto era affissa in ogni dove accompagnata dallo slogan: "Il Grande Fratello vi guarda!" Tutto era negato, anche il diritto di tenere un diario. Il Partito, chiamato Soccing (Socialismo Inglese) aveva distrutto la cellula fondamentale della società: la famiglia fondata sull'amore.
Il divieto assoluto di avere contatti con il mondo esterno riprodotto nel reality, nel libro si concretizza nella mancanza di libertà si concretizza nella mancanza di libertà nel formare legami di amicizia e sentimentali.
Il confessionale, nel libro, non è altro che il luogo dove l'"individuo" è portato in seguito al suo reato, quindi torturato, non tanto per strappargli alcuna confessione, ma per negare ogni pensiero personale, il diritto alla vita privata e, quindi, essere plasmato nuovamente secondo la mentalità del Partito. Un libro che voleva trasmettere un certo pensiero carico di interrogativi e riflessioni, è stato ridotto ad un reality senza capo né coda...ancor più senza senso!

sabato 5 marzo 2011

Il seguito

Spinta dalla curiosità, non sapevo nemmeno quale volto avesse nella realtà Mirjana, ho fatto alcune ricerche. Il volto è davvero di Mirjana! Riporto qui il suo messaggio, le è apparsa la Madonna il 2 marzo:

Cari figli, il mio Cuore materno soffre grandemente mentre guardo i miei figli che ostinatamente mettono ciò che è umano davantia ciò che è Divino, i miei figli che, nonostante tutto ciò che li circonda e nonostante tutti i segni che vengono loro inviati, pensano di poter camminare senza mio Figlio. Non possono! Camminano verso la perdizione eterna. Perciò raduno voi che siete disposti adaprirmi il vostro cuore, che siete disposti ad essere apostoli del mio amore, perché mi aiutiate, perché vivendo l’amore di Dio siateun esempio per coloro che non lo conoscono. Che il digiuno e la preghiera vi diano forza in questo ed io vi benedico con la benedizione materna nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Vi ringrazio.

La cosa straordinaria è che se mi chiedessero come si chiamano i veggenti di Medjugorie, non saprei dirli... M'interesso dei messaggi, quelli del 25, non di più...

venerdì 4 marzo 2011

Un bel sogno...

Stanotte ho sognato un abbraccio particolare... di Mirjana, la veggente della Madonna di Medjugorie...L'ho chiamata per nome e lei mi ha abbracciato forte... Ero proprio senza forze quel giorno!

giovedì 3 marzo 2011

La responsabilità dei propri pensieri

E' importante riflettere sui propri pensieri e far sì che aderiscano sempre più alla volontà di Dio. Ecco perché Gesù stesso nel Vangelo aveva osservato che chi guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio nel proprio cuore. E' difficile custodire i propri pensieri e a volte, su questo aveva ragione...mi pare Jung..., essi emergono da quel guazzabuglio che è l'inconscio...Tante volte esclamiamo: "E' solo un pensiero, però, se vengono accarezzati, diventano una filosofia di vita con la quale bene o male costruiamo i nostri atteggiamenti e influenziamo gli altri...Ecco la storia dello scandalo e di quanta responsabilità abbiamo in esso.

mercoledì 2 marzo 2011

La confusione dell'uomo moderno

Abbiamo ormai terminato il secondo mese del 2011 e non si può affermare di certo che l'anno sia iniziato bene. Tragedie su tragedie, familiari e nazionali, evidenziano come l'uomo sia sempre più confuso, senza ideali, assetato di potere: il Nord Africa in fermento e scosso da venti di guerra; rifugiati politici che si riversano come un torrente, creando una nuova emergenza per la nostra nazione; uccisioni efferate e apparentemente senza senso...
No, personalmente non riesco a trovare un senso a tutto ciò che sta accadendo e veramente, se ci penso, mi viene la nausea. A volte penso che sia il pensiero moderno che abbia influenzato in modo così significativo gli avvenimenti storici. Il pensiero di alcuni filosofi, assimilato bene, ha generato idee, correnti di pensiero  che hanno segnato profondamente la società. Basta gettare uno sguardo al passato e vedere come la filosofia di Nietzsche abbia influenzato la storia della Germania, una nazione così grande e preparato le basi al più grande disastro della storia. Alcune filosofie uccidono. Non si riflette abbastanza sulla rilevanza che hanno le innovazioni tecnologiche sulla nostra mentalità e troppo spesso le svalutiamo. Noi siamo il frutto degli studi di Freud e di Charcot. Non riflettiamo abbastanza su questo! Eppure dovremmo fare attenzione al nostro pensiero, perché anche lui contribuisce a migliorare o peggiorare il mondo. Non riusciamo a trattenere più i nostri istinti perché Freud ci ha detto che non è male, anzi talvolta è doveroso farlo, sfogare i propri istinti, anche quelli più bassi! Ci ha insegnato che le regole ci danno un senso di frustrazione. Charcot voleva essere padrone dei cervelli umani, scandagliandone il fondo, facendo capire che l'uomo aveva potere di comandare alle menti tutto ciò che desiderava e che quindi non c'era posto per l'anima.
L'esasperazione di alcune idee non va mai bene. Una cosa buona può tramutarsi in negativa.