mercoledì 17 dicembre 2008

Lo stile cristiano

Ieri ho ricevuto un calendario dei Frati Cappuccini, i quali hanno le missioni in varie parti del mondo. Un frate che ha scritto un articolo nella parte introduttiva, lamentava lo stile di vita un po' lassista della Chiesa. Grazie a questa lettura e alla festa di S. Virginia, ho riflettuto sul mio modo di vivere. Cosa posso cambiare? Il primo punto da considerare è la povertà. La povertà ha un alto significato. Gesù e tanti santi che lo imitarono, la scelsero come condizione di vita per entrare nel Regno dei Cieli. "Beati i poveri di spirito, di essi è il Regno dei Cieli" proclama la prima e riassuntiva beatitudine. La povertà di spirito va bene...però, pretendere di avere questa, e poi temere quella materiale,è una contraddizione e si dimostra di non possedere nemmeno la prima. Le Parole di Gesù la richiamano in continuazione:"Non preoccupatevi di ciò che berrete, mangerete, o di come vestirete, il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno, prima ancora che glie le chiediate"Che bello sapere che c'è un Dio che è Padre e provvede a tutti i nostri bisogni!La Chiesa deve ridursi a vivere l'essenzialità, senza orpelli di alcun genere...Ogni anima che forma la Chiesa deve ritornare all'essenziale...e l'essenziale è vivere nella verità, credere in Dio. La nostra vita è nelle mani di Dio e non potremo aggiungere ad essa un solo giorno. Questo concetto nasce dalla convinzione che Dio ci ama ed è onnisciente. Ed ecco che in questo calco vedo l'immagine del serafico San Francesco, figura bellissima della cristianità. Non sentiva più il bisogno di nutrirsi, tanto era l'ardore della fede...San Francesco dormiva su un sasso e percorreva le strade predicando l'amore e la letizia.
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