mercoledì 4 agosto 2010

In viaggio...


Oggi ritorno alla normalità. Rientro nella routine della mia solita vita. Mi sento come se fossi sbarcata su Marte e, nello stesso tempo, mi sembra di non essermi allontanata mai. Caldo, ma pensavo di trovare peggio, d’altronde è il suo tempo. Solito viaggio in treno, passando per tutta la riviera di levante, la Toscana e parte del Lazio. Ormai i paesaggi che sfilano di fronte allo sguardo, mi sono familiari. Arrivo sempre ad un certo punto del viaggio che non vedo l’ora di arrivare. Questo viaggio è stato molto differente dai precedenti. Le persone incontrate, sono originali, giovani. Il treno è pieno. La cosa strana è che tanti sono in piedi, non hanno il posto. La prima volta che mi capita, soprattutto da quando la prenotazione è diventata obbligatoria. Pazienza. I discorsi che s’intrecciano sono sempre abbastanza banali, a tratti toccano anche la volgarità. Non è solo così però, s’intrecciano amicizie anche con persone di diversa nazionalità. Cosa positiva: ci si capisce anche se in fondo non si parla la stessa lingua. Unica cosa in comune: la gioventù. Parlano anche di religione. Venendo da nazioni straniere, nazioni in cui ci sono altri tipi di religione, si domandano fra loro di quale religione sono. Si scopre che sono tutti cattolici… Uno di questi ragazzi, giovanissimo, che porta una crocetta di legno al collo, mi racconta subito di essere stato in seminario. Mi ha colpito la sua frase: “Lui mi ha salvato!”. Non ho chiesto per quale motivo era uscito: non bisogna violare le coscienze degli altri e, infatti, nemmeno lui ha raccontato nulla di tutto questo. Ha invece raccontato con accenti entusiastici il suo soggiorno in seminario. La sua riconoscenza nei confronti di Dio era illimitata perché riteneva che senza l’aiuto della parrocchia, lui avrebbe percorso una strada sbagliata. Era giovanissimo!

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