venerdì 8 gennaio 2010

Sull'onda dei pensieri...

Srotolo il nastro dei miei pensieri nell'oscurità di un mattino che indugia a nascere e da cui emerge l'asfalto, lucido di pioggia. E sembrano uno stormo di rondini che emigrano verso paesi più caldi. Grandi pensieri, grandi ispirazioni su cui aleggia una leggera bruma. Le dita argentate del mattino carezzano le case che emergono dal buio della notte che muore. Ancora pioggia, che con il suo velo scuro, il suo mantello di nubi avvolge la città. S'intravede attraverso il sipario d'inchiostro scuro; il cielo stilla acqua che rimbalza sulle pozzanghere che catturano con il loro specchio, uno spicchio di cielo. Rimbalzano le gocce, piccole lacrime che muoiono sull'asfalto, s'espandono, s'appendono nel verde cangiante degli alberi e ammiccano alla luce fatua e giallognola dei lampioni che corrono ai lati del nastro grigio della strada.
Stillano come i miei pensieri che si espandono nelle pozzanghere della mia anima che vorrebbe specchiare una piccola parte di cielo, un frammento dell'azzurro e del grigio del cielo, tuffarsi nel morbido delle nuvole ma, come le gocce, ecco, si perdono nel marrone della terra. Indugiano nel bagliorefatuo dei lampioni per poi piombare nell'oscurità della notte. E la notte confonde i pensieri. Non si possono ammirare le vette dei monti quando il morso dell'oscurità le stritola. Eppure esse si vogliono tuffare, squarciare il velo del cielo per toccare le stelle, che ammiccano alte e fisse, argentee. Quali sono le mie più grandi ispirazioni?
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