venerdì 29 gennaio 2010

Piccoli gesti...che dicono molto

Molto importante è rinnovarsi fin nel profondo, perché mortificare solo il corpo senza mortificare il cuore, non serve quasi a nulla. La sorgente di ogni mortificazione deve essere l'amore, il desiderio, cioè di unirsi al sacrificio di Cristo sulla Croce. Ciò che spinse Cristo ad essere crocifisso era solamente l'amore e solo questo deve essere la ragione di ogni mia azione.
Una genuflessione fatta bene esprime adorazione nei confronti del Santissimo. Non è solo un atto esterno. Più si pensa e si crede che nascosto nel Tabernacolo c'è Gesù, più la genuflessione diventa più profonda. Appena entro in chiesa non devo sedermi subito: più crederò che nell'Eucarestia è presente Gesù, più tenderò a stare in ginocchio, in atteggiamento di adorazione. Sono piccoli gesti...che dicono molto su come il nostro cuore si pone di fronte al Signore. Se io compio meccanicamente questi gesti, e sento che mi pesano molto, devo interrogarmi su chi è per me Dio.
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