venerdì 1 gennaio 2010

Prima giornata dell'anno

Ore 7.08 esatte suona la sveglia. Finalmente da tre ore la città si era imbevuta di silenzio...quando noi ci siamo dovute alzare...Stanotte, quando i botti sembravano voler far crollare la città ho pregato perché la gente ritrovi il vero senso della vita. Il tempo corre, fugge...Ho pregato e poi ho cercato d'invocare un po' di sonno ristoratore, quel tanto che basta per non essere troppo rimbambita durante la Santa Messa. Alle 3.00 mi sono dovuta alzare per un trasferimento urgente: i botti sembravano essere finiti ma mi giungevano flebili le note di una musica. Sembrava che fosse finita anche la pioggia che alle 22.30 aveva cominciato anch'essa a salutare il nuovo anno con fulmini e tuoni confondendosi con i botti. 7.08, quindi....Una pace sublime ha invaso il mio cuore. Un nuovo anno ha senso solo se si guarda attraverso le lenti della fede...
7.08 dunque...uno sguardo ai buchi della tapparella: buio; da essi filtrava solamente una luce opaca. Il silenzio ha accarezzato dolcemente il mio udito. Ho sospirato: "I Romani si sono addormentati!"
Dal muro pendeva il calendario, ormai inservibile del 2009. Era della "Lanterna Missionaria". Non avevo ancora il calendario nuovo del 2010 da mettere al suo posto. Mi vesto e alle 7.20 circa, ero fuori dalla stanza. Scambio di auguri, sguardo alla finestra...fuori il cielo è ancora scuro, promette ancora pioggia....Mi piace, gusto quelle prime ore del giorno nella pace e mi viene da sorridere da sola per il presente o per quello che è stato...Oh sì...un po' di nostalgia del vecchio anno...Eh no, da bambina non gioivo affatto per la fine dell'anno e soprattutto del mese di dicembre, il mese che preferivo fra tutti! Poi, metaforicamente parlando, il nuovo anno è come se fosse una nuova strada che si apre, ignota, all'orizzonte della nostra vita.
Abbiamo bisogno di pietre miliari per contare gli anni, valutare e verificare il tempo, concretizzandolo.
Personifichiamo l'Anno, pensandolo come una persona...forse provvista di cappello e di sciarpa e già che ci siamo...Il 2009, l'anno vecchio immaginiamolo con un bastone in mano e il 2010, pimpante per averla fatta franca, tra i botti che hanno lacerato la notte, bello giovane e fresco, senza bastone e con la pelle senza rughe!
Forse qualcuno rimpiangerà l'anno vecchio, quello con il bastone, quando comprenderà che quello giovane, non ha portato la pace e che non è altro che un anno vecchio, ringiovanito...e quando il suo trucco si lacererà per l'ardore di nuove lacrime, ahimé, l'uomo comprenderà amaramente che non è l'anno che deve cambiare ma è proprio l'uomo e il suo cuore a dover mutare!
Mi viene da sorridere perché il nuovo anno mi ha regalato un nuovo calendario, tutto bello, ornato di fotografie rappresentanti la neve...
Eh, mi dirai, se a Roma la neve non si vede mai, almeno sui fogli del calendario...Anche nel mese di agosto...il calendario è di Santa Lucia...ma ci vedrò bene? Anche nel mese di agosto c'è una foto con la neve!Non mi dispiace! Per adesso mi piace ammirare la bella scritta GENNAIO, seguita da 31 giorni. Bene, a gennaio quest'Anno (con la A maiuscola, s'intende) non sarà più giovane.
Sorrido mentre ammirando quella bella scritta e il candore della neve, m'inciampo per le scale... proprio come il Capodanno dell'anno scorso. Mi viene da ridere, veramente, altro che sorridere! Bho, come ho fatto lo so solo io! E rido da sola!!!!
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