domenica 15 febbraio 2009

Malinconia

Sto scrivendo sul mio taccuino in attesa che internet funzioni meglio. Non so per quale motivo, ma per un'ora e mezzo buona, non voleva saperne di connettersi. Ho lasciato perdere tutto e sono andata a sorbire un the caldo...Non so perché ma il mio cuore è stato invaso da una malinconia così strana che non saprei definire...Le notizie che mi giungono da casa non sono delle più rosee, sono sempre più allarmanti. Mio papà pensa spesso a me, crede di aver ricevuto telefonate che io non ho mai fatto. Mi rammento quella fatidica frase che pronunciò al telefono quando, ricoverato in ospedale, cercavo di rincuorarlo, dicendogli che sarebbe senz'altro migliorato: "Mah, non so se ce la farò questa volta..."
Ed io ho un brutto presentimento come se davvero non ce la farà. I miei sogni sono tranquilli, prego per lui, ma...
Non so definire bene, ma mi viene spesso di fronte allo sguardo della mia mente, l'immagine di un cimitero. Cerco di combattere riproponendomi la Resurrezione di Gesù e pregando un po' di più. Il tempo passa in uno stillicidio continuo. I prati e le case sembrano accendersi come lanterne potenti sotto la carezza fredda del sole...Brillano placide in contrasto al cielo turchese e gli alberi, color marrone cangiante, sembrano arrampicarsi faticosamente sulla tenue collina.
Sono andata, quindi, nella mia stanza riscaldata, dove il rombo dei motori giungono più tenui.Brrr....Dal computer si gelava, avevo guanti e cappellino. Mi sono quindi seduta a tavolino e ho cominciato a raccogliere le mie idee, scampoli di vita passata e presente. Il buon Dio troverà senz'altro una soluzione a tutti i problemi. Mentre osservo il giallo del sole che dipinge le ombre degli alberi sul verde smeraldo dell'erba, penso che le giornate si sono già riempite di luce. Questa settimana sarà carnevale e poi entreremo in quaresima...Le giornate in cui lavoro, sono più faticose ma sono più belle...I bambini le riempiono di sorrisi e di gioia, con le loro trovate piene d'ingegno e di acume, oppure talmente ingenue da stupire al solo sentirle. Ne voglio raccontare una. Stavo dicendo di non copiarsi fra loro e lo stavo cercando di spiegare facendoli ragionare. "Quanti cervelli avete?" A questa domanda che non implica se non una risposta, ne uscirono tante, sconcertanti. Qualcuno ebbe l'ardire di rispondere che abbiamo due cervelli. Oh bella, sono vissuta per più di 30 anni, senza saperlo...
"Come due cervelli?" Non so quanti punti interrogativi ho messo, una decina minimo! E non sapevo se sgridarli o mettermi a ridere. Uscì una domanda laconica che voleva nascondere l'uragano che sarebbe sopraggiunto se non mi avessero spiegato la cosa in modo plausibile.
"Sì, è il nostro insegnante di ginnastica che ci confonde dicendoci che abbiamo due cervelli!"
Mistero svelato, quello scherza sempre, ed i bambini hanno preso la cosa alla lettera...Sconcertante davvero, ma il solo pensare a loro mi rasserena.
E leggendo i temi? Ma voi pensate: una bambina che, forse annoiata dal ritmo scolastico, azzarda a dire che vuole cambiare mestiere e vuole fare la parrucchiera!
Ed un altro latin lover che espone candidamente che piace a tutte le ragazzine tranne ad A. che è isterica!
Ed un altro ancora che filosoficamente ha compreso che il carattere è una cosa inscritta nel DNA e commenta amaramente: "Ora ho capito che certe cose non si possono cambiare perché sei uscito così dalla pancia della mamma e non ci puoi far niente!"
Dulcis in fundo, una bambina che descrive così bene il suo carattere affermando che quando si fissa su una cosa nessuno la SCHIODA!
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