lunedì 9 febbraio 2009

Entrare nel ragionamento dell'altro, per capire e non giudicare

Forse ho già affrontato l'argomento ma "la storia della mia anima" non la dirigo io. Sono ispirazioni che toccano il mio cuore, lasciando un segno, cambiandolo..Speriamo che lo cambino! Ho toccato l'argomento di Eluana, il cui caso sta scuotendo l'opinione pubblica, ma perché ha toccato un tasto molto importante per la mia vita spirituale. Sto pregando, sto offrendo...In questa vicenda convivono due drammi: quello del padre che non riesce più a vedere sua figlia così e quello di Eluana la cui vita si conchiude tragicamente, soffocata dalla sofferenza dei suoi cari. Il problema non è di Eluana ma è del padre ed io sto pregando affinché accada qualche cosa che faccia cambiare idea al papà, i miracoli esistono ancora! E' vero che è facile affermare, quando non si è toccati personalmente, forse Dio vuole questo, dietro ciò ci sarà un disegno particolare che noi non comprendiamo, ma quando la sofferenza bussa tragicamente alla porta della propria vita, a volte si rimane travolti da questo immenso mare che fa irruzione e sommerge le nostre certezze soffocandoci. Già bene inteso che non sto affatto dicendo che il padre stia facendo bene, ai miei occhi e secondo le mie poche esperienze penso che sia un assassinio lasciar morire di fame e sete una ragazza e chiudere definitivamente le porte alla provvidenza che avrebbe potuto aprirle gli occhi quando meno si sarebbe aspettato. Qui si parla del valore della vita e della sua soppressione, discorsi importanti che toccano le nazioni e le loro legislazioni. Io ho trasferito questo dramma nel mio piccolo, nel quotidiano. Quante volte mi capita che qualcuno mi confidi qualche sofferenza ed io ho già la risposta pronta, secondo la fede, e poi il buon Dio permette che compia lo stesso errore di quella persona aiutandomi a comprendere che ciò che si vive sulla propria pelle fa male, anzi fa urlare di dolore... Mentre il problema che racconta una persona, non ci tocca nella profondità della personalità.
Il papà di Eluana vuole sopprimere la propria sofferenza, ma uccidendola non la lenirà né gli permetterà di fuggire da essa. Il suo dolore forse aumenterà. Credo che anche se Eluana avesse pensato mentre era giovanissima e sana di non riuscire a vivere in tal maniera, ella adesso potrebbe aver cambiato idea. Ricordo che quando uscii dalla sala operatoria, senza più anestesia che alleviasse il dolore che era diventato fortissimo, come se qualcuno mi squarciasse, a quindici anni, stesa su un letto, pensai che avrei potuto comunque vivere così per tantissimi anni. Si cambia idea, nella sofferenza si ci aggrappa anche a quel filo di vita che si possiede e nasce la speranza. Bisogna allora che impari davvero a piangere con chi piange e a ridere con chi ride, a comprendere l'altro.
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