lunedì 2 febbraio 2009

Festa della Presentazione

L'asfalto è lucente di pioggia. Piove di nuovo. Oggi festa dei consacrati, è naturale che ripensi agli inizi della mia vita spirituale. La domenica era il giorno più bello della settimana: in quella chiesetta dei francescani, ritrovavo sempre la pace. Finita la Messa, mi piaceva fare una passeggiata per distrarmi e immergermi nella pace della natura. Il mare brillava placidamente ed alcune barchette, simili a farfalle stavano a galla mollemente, sotto il sole che scintillava. Signore, dopo aver ricevuto l'Eucarestia, assaporavo la tua pace infinita. Il mio spirito, nella purezza della natura, era inondato dalla tua gioia. Mi aprivo ai pensieri più ardui e profondi. La natura possiede un linguaggio silente, d'amore e di pace. Nel silenzio si possono sentire le sue armonie, le sue dita toccano le corde più vibranti del cuore e, riconoscente, parla di Colui che l'ha creata. Mi rivedo in preghiera di fronte al Tabernacolo. Tu avevi fatto esplodere la primavera nel mio cuore! Torrenti di luce lo hanno invaso, brillanti, tiepidi...Io suora???Desideravo donarmi a te, con tutto l'ardore dei miei anni giovanili, di fronte al mio sguardo si stendeva l'infinito. Volevo aiutare tante persone in difficoltà, sole ed abbandonate. Volevo diventare come una bambina. Non potevo più vivere solo per me stessa. Dovevo donare a Dio tutta la mia vita. Di fronte al Tabernacolo trovai la forza di superare tante lotte. Mi ritorna alla mente quando per la prima volta affrontai il discorso con mia mamma. Per me donarsi a Dio era la cosa più bella. Mamma stava stirando ed io le dissi che non riuscivo più a trattenere un segreto ancora così a lungo, ma per comunicarglielo, dovevo esserne sicura prima di tutto io. Ricordo il suo sorriso, la sua ilarità e centrò il bersaglio: "Mica ti vorrai fare suora?" Rimasi a bocca aperta, non mi aspettavo che avesse capito subito le mie aspirazioni...Pensai che avesse intuito qualcosa dal mio andare così spesso in chiesa...Ma in fondo ero sempre l'Alessandra di prima, indossavo la mia maglietta del Samp ed ero tifosa alla massima potenza. Frequentavo gli amici, anzi sapevano che mi incontravo con un ragazzo...Affrontai un altro giorno il discorso con mia mamma...Ci girai intorno, poi esclamai: "Ma sì che lo sai già! Mi voglio fare suora! Lo hai capito da te!" Bhe, evidentemente mamma in quel momento mi voleva prendere davvero in giro e mi spiegò che aveva azzardato a dire la cosa più assurda, quella che io non avrei mai fatto nella vita! "E lo stadio, le amiche?" "Dio prima di tutto!" Non so quale sia stata esattamente la sua reazione interiore. So che le mancò il respiro, ma non badò alla cosa pensando che fosse una cosa passeggera!Ma non fu così. Mi vide combattere contro la famiglia, contro la Chiesa stessa, ma io sentivo forte la vocazione! E così sono arrivata ad oggi! Dio, ti ringrazio, è il dono più bello che mi hai fatto!
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