martedì 17 maggio 2011

Il vero amore...non è nell'individualismo

E' arduo perdonarsi alcuni sbagli! In psicologia si parla di accettazione di se stessi, di autostima... Ma... un'altra contraddizione: più si parla di autostima, più l'uomo sembra andare alla deriva sballottato dalle onde delle sue passioni che, mugghiando, lo portano sempre più lontano, senz'alcun punto di riferimento. Infatti l'amore umano, anche verso la propria persona, non è capace di massima espressione, cioè del perdono illimitato. Bisogna, perciò, lasciarsi amare da Dio. Solo Lui è la massima espressione dell'amore, del perdono illimitato. Rientriamo in noi stessi, ma lasciamo il posto vuoto per Dio, affinché si sieda accanto a noi e ci leghi saldamente, riconciliandoci con il nostro "io", quello che non vorremmo ma che è la nostra realtà. Lasciamoci amare da Dio, così come siamo. Non siamo un individuo nemmeno per noi stessi! Un giorno, in una di quelle presentazioni di power point, vi erano delle riflessioni sulla concezione moderna dell'amore rispetto a quella del passato. Una di queste frasi che mi è rimasta impressa è questa: l'amore adesso è più autentico rispetto al passato perché è l'unione di due individui ben distinti, mentre in passato era una dipendenza reciproca. Riflessione assai enigmatica e non del tutto autentica. In passato la donna si occupava prettamente della famiglia, ma ha dimostrato di saper assumersi l'impegno del lavoro in caso di necessità, forse lavori umili (come l'intendiamo noi) e non da manager. 
Le mamme erano capaci di sacrificio e, questo, non voleva dire annientarsi, ma sublimare quella oblatività insita nella donna.
E' vero che san Paolo aveva scritto che le donne dovevano sottomettersi ai loro mariti, ma ha anche aggiunto che i mariti dovevano rispettare le loro mogli. Sembra naturale a noi, ma non in una società dei tempi di san Paolo in cui la donna valeva nulla ed era usata davvero come un oggetto. Nella psicologia l'individuo è rappresentato come un cerchio. Com'è possibile unire i due cerchi?Rimarranno tali e quali, separati senz'alcun punto d'incontro, chiusi nel loro mondo. Sono d'accordo nell'affermare che due persone non devono dipendere affettivamente l'una dall'altra e quindi che devono trovare un proprio equilibrio interiore che nemmeno una solitudine forzata possa scalfire... Non è giusta in alcun caso la dipendenza psicologica.L'uomo e la donna sono indipendenti solamente economicamente e tutti e due rimangono due linee cure ben chiuse, senza possibilità di potersi unire. L'amore non fa perdere l'identità di una persona!
Nella comprensione di questo, possiamo prendere spunto dalla costruzione di un puzzle. Tutti i tasselli vanno incastrati uno con l'altro: nessun tassello è più importante degli altri, ma è essenziale affinché il puzzle sia completo senza mancare di nulla. Se ne mancasse uno, nessuno potrebbe prenderne il posto, esso rimane vuoto e tutto il puzzle perderebbe la sua bellezza ed eleganza. Vanno ad incastro! Talune volte dobbiamo far spazio per accogliere l'altro, tal'altre dobbiamo prevalere e farci accogliere dal prossimo... Ma l'individualismo non genera mai l'amore, al contrario, egocentrismo.
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