domenica 8 maggio 2011

Il ritorno degli alberi perduti

Riflesso della mentalità moderna è un breve romanzo di Silvano Ambrogio, "Il ritorno degli alberi perduti", rivolto ai giovani. Attraverso la narrazione di una storia fantastica, l'autore tratteggia perfettamente la mentalità odierna e i suoi desideri e paure più profondi.
L'uomo, nel ricercare il benessere, meccanizza tutto, scaccia la natura affermando così di non avere più bisogno di essa. Nei loro discorsi i terrestri allontanano invariabilmente il loro passato e il ricordo della natura che rimane confuso nella loro mente, come un quadro sbiadito e nascosto dietro la crosta del tempo. Il concetto della morte è stato cancellato o allontanato inesorabilmente anche nel termine con cui viene indicata: "non - vita".
Mediamente gli uomini vivono 200 anni scordandosi persino che esiste la morte, pur subendo una sorta di noia che li costringe a vivere lottando contro i sentimenti, soffocati e trattati come malattie con farmaci. Anche il cibo è stato sostituito da pillole aromatiche. Le distanze sono abolite da mezzi di trasporto velocissimi. Tutto ruota attorno al benessere dell'uomo, al salutismo esasperato. Gli uomini hanno disimparato a ridere e lo fanno solamente per dimagrire.
Protagonista di questa storia è Robinia, ragazza che possiede un ricordo vivo e una mordente nostalgia del passato.

Sulla Terra, un giorno, atterrano degli alieni, i Vegeticoli, considerati dai terrestri una popolazione arretrata in quanto legata alla Natura e non alla Scienza, come lo sono loro. I Vegeticoli, apparentemente, sono venuti sulla Terra semplicemente per visitarla, ma hanno una missione segreta da compiere, guidati da Olmo, il loro Capo: sollevare il linoleum che ricopre la superficie della Terra e dimostrare così ai terrestri che non erano riusciti a sopprimere la natura e che essa era pronta ad esplodere con tutta la sua vitalità se solo glielo avessero permesso. Robinia, dopo tante peripezie e contrasti generati dai terrestri, riesce ad incontrarsi con Olmo, e quindi, rafforzare le sue conoscenze sulla natura. Fra i due nasce un amore puro, ostacolato e reso difficile dai terrestri che vedono in esso un pericolo per la loro fede nella Scienza. Tutto è dominato dalla tecnologia: l'uomo non sa più ridere e se lo fa, è solo per la sua salute.

Il romanzo è molto istruttivo ed invita a riflettere sul modo di vivere dell'uomo strettamente correlato alla natura anche nelle cose più sofferte, come possono essere la morte e le emozioni "negative". Esso ci fa notare che eliminando queste, la condizione dell'uomo peggiora; al contrario, chi sa godere degli aspetti imprevedibili della natura stessa, vive in pienezza.
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