domenica 11 gennaio 2009

L'uomo è un mistero

L'uomo è un mistero: lo pensavo stamattina durante la meditazione. Una ridda di pensieri si affollava nella mia mente, tanto che fatico a dividerli fra loro. Oggi splende in un cielo azzurro intenso un sole brillante, anche se un po' freddo, che ha illuminato le profondità del mio spirito. Il primo pensiero che ha sfiorato la mia mente è stato che la vita è davvero bella, anche se difficile. Dopo, sono riandata con il pensiero alla Sacra Scrittura che, ultimamente, ho iniziato a leggere partendo dalla Genesi. Sono arrivata al capitolo 37esimo. Vicende umane, di dubbia onestà, si susseguono tracciando la storia di un popolo tribolato, storia che si delinea chiaramente il progetto salvifico pensato da Dio nei confronti dell'uomo. Affiora il desiderio dell'uomo, in modo implicito, di essere eterno, quando esso s'impegna a generare una prole immensa, cosicché il loro nome rimanga vivo nei figli, per sempre.
Gli uomini non credevano nella vita eterna. Ma ecco che leggendo, scorgo ancora dei richiami ad alcuni fatti della vita di Gesù. Soprattutto in Isacco, quando si reca al pozzo e domanda al Signore di rivelargli quale donna avrebbe dovuto prendere in moglie, rivedo Gesù che, seduto sul pozzo, attende la Samaritana venuta anch'ella come Rebecca, ad attingere acqua e le domanda di dargliene da bere.
Il Signore ha scelto l'umanità come Sua sposa. Mi sono poi soffermata sul significato più profondo di "volersi bene". Voler bene significa volere il bene dell'altro. In un'epoca in cui "si vuole" sempre, a tutti i costi, il verbo volere ha perso il suo significato forte: sta per volere con tutta la volontà, il pensiero, l'affetto..."Voler bene" vuol dire volere il bene dell'altro con tutto sé stesso. E com' è difficile volere il bene altrui quando esso si scontra con il proprio tornaconto o le proprie ferite spirituali che anelano ad un balsamo tutto materiale che non le aiuta di certo a guarire! Si può con la volontà arrivare ad amare i propri nemici, perché il volere bene, risiede soprattutto nella volontà ma Gesù ha chiarito meglio le cose, domandando di più all'uomo rispetto all'Antico Testamento che esigeva di "amare il prossimo come sé stessi" e per prossimo intendevano i familiari (si uccidevano fra loro): amare i propri nemici.
L'amore è il gradino superiore del "volere bene": significa che anche il sentimento deve essere unito alla volontà. La Parola di Dio ci interpella fin nel profondo e sembra domandar cose al di sopra delle proprie forze: certo, voler bene è più facile; voglio il bene di colui che mi ha fatto del male... ma amarlo poi...dire sempre bene, soprattutto pensare bene di quella persona...come si può...
Ancora una volta Gesù ci viene in aiuto affermando: "L'opera più grande è CREDERE nel Figlio di Dio". Ed anche credere...non è così semplice per l'uomo.
Così come il Nuovo Testamento ha rivelato in modo perfetto Dio, completando l'Antico e non abolendolo, anche noi dobbiamo rivedere la nostra storia personale, che è storia di salvezza, e riconciliarsi con il passato e completarlo nel presente.
Posta un commento