lunedì 19 gennaio 2009

Domenica 18 gennaio 2009

Come passa il tempo! Abbiamo già superato la metà di gennaio...Piove, continua a piovere: il cielo è grigio scuro, cupo...
Cambiando discorso, qualcuno mi ha chiesto il perché di due blog... A parte che questo era l'originale e quello da cui ero partita, ho risposto che nell'altro scriveranno due persone e il tema trattato saranno le meditazioni...Perché nell'incontro all'infinito non ci sono meditazioni???Qualcuno ha ribattuto...
Sì, rileggendolo, effettivamente...avete ragione voi! C'è però una diversità: questa è la storia della mia anima, non sono meditazioni proposte dalle letture della Santa Messa, sono spontanee...
La mia vita non è fatta di avvenimenti esteriori: vivo in un solo luogo dove lavoro, gioisco, soffro, mi riposo, ma dentro di me c'è un fermento...che non mi permette di annoiarmi...tanto che, se avete notato, scrivo ogni giorno!
La mia vita si svolge fra quattro mura: sono una consacrata a Dio, ho emesso la mia prima professione cinque anni fa...e sono contenta di quello che sono, Dio mi sta aiutando a scalare la grande montagna, giorno per giorno. Penso che le mie consorelle siano un dono, così come lo sono i bambini a cui insegno...Quante volte sono loro ad insegnarmi qualche cosa! Mi sto domandando come mai sto dicendo queste cose...
Non lo so, ma sento che forse è volontà di Dio. Sto scrivendo con la penna queste parole, come faccio spesso prima di scrivere sul blog, perché non posso utilizzare subito il computer. Avevo aperto il quaderno adibito a tale scopo e volevo scrivere un pensiero che dovrà cambiare la storia della mia anima ed invece mi sono ritrovata a scrivere quello che sono. Forse lo avevate già capito da qualche mia espressione o frase, ma, come disse la madre di Forrest Gamp nel film omonimo, "la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti può capitare". A me oggi, domenica 18 gennaio 2009, è capitato di voler scrivere una cosa e di scriverne, invece, un' altra. Non mi presenterei del tutto nemmeno, se non dicessi che la storia della mia vocazione ha conosciuto momenti di oscurità totale, ostacoli che sembravano insormontabili e sembravano presagire che quella non fosse volontà di Dio. Non ho perso per questo la voglia di lottare e di coronare il mio sogno. Era ed è ancora una chiamata forte. Le prove che ho superato avevano di che scuotere una vocazione e di dubitare anche della Chiesa...Ho lottato quasi 10 anni per trovare l'arca benedetta che mi spalancasse le porte, con le ginocchia piegate ed il Rosario in mano. Non ho mai lottato per altre cose così tanto, forse perché quella voce che mi aveva chiamato quel giorno, era proprio quella di Gesù.
Così com'è stato possibile che io riuscissi nell'impresa, adesso Gesù farà in modo che io realizzi la mia vocazione pienamente.
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