domenica 10 ottobre 2010

La Madonna del Rosario

Poco conosco la storia della Madonna di Pompei, ma stamattina mi è nuovamente capitato qualcosa di singolare. E' venuta a consolarmi, come aveva fatto tanto tempo fa, dimostrandomi così, che non mi ha lasciato mai. Che bella sensazione, non riuscivo più a ritornare nella realtà....
Mi ha indicato un Tabernacolo posto molto in alto, esattamente su un trono. Era coperto da un conopeo rosso, cioè una tendina che ne ricopriva la porticina, orlato d'oro. Ciò che mi è rimasto impresso è che fosse posto sopra un trono. Certo, dopo anni, in un periodo molto difficile della mia vita, la Madonna mi consola, facendomi capire che non sono sola. E' dal quattro luglio dell'anno scorso che sta intervenendo... Certo, non come vorremmo forse noi umani, togliendo malattie, persecuzioni o altro, ma facendo sentire la Sua Presenza, tangibile. Forse non mi dà degli appoggi umani che comunque non possono conoscere la parte più profonda di un'anima che sfugge agli uomini, tanto sono abituati a vedere gli effetti concreti di una cosa, ma fa ancora di più. Si presenta Lei, mi continua ad additare ciò che per me rimane sempre più importante nella mia vita: il Tabernacolo, ovvero la presenza di Dio nella mia vita. E' anche vero che non capisco subito i Suoi messaggi, anzi, mi sento molto ignorante e d'altronde non m'interessa nemmeno capirli. In fondo, come avevo spiegato in altre occasioni, il bimbo appena nato, non comprende il linguaggio della mamma, ma ne cerca il contatto che gli comunica il calore e la sua presenza. Così è per me. Per adesso non desidero nemmeno capire perchè, tanto mi sento indegna di queste cose, e come... So solo che le sono grata per la Sua Presenza e per questi attimi di beatitudine che fanno desiderare sempre di più il distacco definitivo dalla terra. Non riuscivo davvero a ritornare alla realtà, è come una marea che ti trascina sempre più lontano, ti stacca completamente dalle contingenze terrene....e non so come... Infinite grazie, alla Madonna e al Dio Onnipotente, perché sceglie creature fragili per far comprendere che a Loro non spaventa il peccato, ma ama immensamente la creatura e la consola.
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