martedì 12 ottobre 2010

Inneggiamenti alla violenza... la cultura della morte

Non voglio per niente commentare l'omidio di Sarah, penso che il silenzio debba ormai sostituire ogni commento. Di fronte a tale dolore, a tutto ciò che ancora viene detto, commentato, bisogna lasciare spazio al rispetto e non alla curiosità di sapere ogni minimo particolare. La cosa su cui volevo riflettere, invece, è come molti non si sono nemmeno lasciati commuovere da tale avvenimento, anzi, hanno inneggiato alla violenza, hanno approvato in pieno l'uccisione di Sarah. Altre pugnalate al cuore di chi l'ha conosciuta, nemmeno un po' di compassione. Approvare l'uccisione di una povera ragazza...Roba da matti o da demoni. Impossibile, eppure su internet hanno detto anche questo. Questo fa riflettere sullo stampo della nostra cultura che diventa sempre più intrisa di violenza. Ma perché? Da ciò si comprende davvero quale sia il livello spirituale delle persone. Il desiderio del macabro, l'incitamento alla violenza e al sopruso... Una rabbia inespressa? E' vero, qualche volta capita che, quando non si riesce ad esprimere la propria rabbia, si esploda con la violenza... Ma, approvare un tale comportamento, quello di un assassino, vale a dire partecipare allo stesso atto di violenza, vuol dire che se una persona di quel genere, si trovasse in tal frangente, ucciderebbe anch'essa. Non si farebbe scrupolo di nulla! Un atto così può generare solo nausea, ulteriore sofferenza, disapprovazione.
La nostra cultura, una grande macchina della morte...
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