sabato 30 ottobre 2010

Il dolore delle cadute, il coraggio di rialzarsi

Quando il buio diventa fitto e non vediamo ad un palmo di naso, è facile cadere, farsi del male. Ci sono certi momenti in cui sembra di aver raggiunto il fondo del dolore, si sente il cuore straziato, come se un pugnale ne lacerasse la carne; momenti in cui il buio è talmente fitto che ha offuscato tutti i tuoi valori, il tuo sentire, i pilastri della tua vita. Allora, non vedendo dove si cammina, passo dopo passo, s'inciampa, si cade. Il dolore è straziante, ma è il momento della purificazione, dell'umiliazione interiore, che strappa dei gemiti profondi, ma è salutare per l'anima. Senza saperlo, mentre l'anima continua a camminare gemendo, senza più vedere la meta, con il deserto che sembra soffocare ogni forma di vita e la fede stessa, essa si purifica. A volte non si comprende se il buio è la conseguenza di qualche errore personale oppure se è semplicemente permesso da Dio per innalzare l'anima a gradi più alti dell'umiltà, ma si comprende tutto ad un tratto, quand'appena comincia a filtrare da quella cortina scura un po' di luce, che Dio sta permettendo quel periodo di sofferenza per il bene stesso dell'anima, per innalzarla fino a Lui. La purificazione è molto dolorosa, il cuore sanguina copiosamente: il coltello si muove dentro la carne... Ma, è proprio vero, che è nella notte più profonda che si vedono le stelle più luminose. Non si avrebbe voluto cadere, provare l'umiliazione di farsi vedere meschini, intrisi ancora di egoismo, come una spugna di acqua ma era opportuno per la crescita dell'anima, nell'infinita sapienza di Dio. Allora bisogna avere il coraggio di rialzarsi, di andare avanti, nonostante il dolore delle ferite faccia ancora urlare l'anima e si senta il fuoco della vergogna divampare ardente. Mi viene in mente un inno che spesso si prega nell'Ufficio divino nei vespri: "Se le tenebre scendono sulla città degli uomini, non si spenga la fede nel cuore dei credenti".

E' facile avere dubbi: si possono comprendere i non credenti, quando si domandano dov'è Dio. Forse per questo Dio permette che scendano queste terribili tenebre che fanno dubitare di tutto, di Dio, di una vita oltre la morte. Si comprende perfettamente, nella desolazione più assoluta, che, senza Dio, la vita non ha senso. Quel "non - senso" della vita ti fa pensare alla morte come alla fine di tutto, ad un epilogo inevitabile e terribile. La notte oscura dell'anima... Terribile: ti vedi ad un passo dalla tomba, da una tomba fatta di pietra che raccoglierà le tue ossa: il buio dove piomberai per l'eternità. Nonostante tutto l'anima geme, cerca il suo Creatore così tanto amato e che sente così lontano, come una bruma leggera che indugia sui rami degli alberi ed accarezza i prati. Piano piano le ombre si diradano e da quella cortina che la teneva avvinta, vede filtrare un sottile raggio... Ma, sapete, un raggio, per quanto sia sottile, nell'oscurità più profonda, illumina e scalda l'ambiente. Senti l' anima rinascere, lentamente. Una resurrezione che ti fa stare con il fiato sospeso. Com'è possibile che un cuore che ha sentito il desiderio profondo di Dio, possa essere stato avvolto da tenebre così fitte da dubitare persino dell'esistenza del Paradiso? I piani di Dio sono misteriosi. Non si comprendono, a volte sono dolorosi. Ma, come ho già detto, sono salutari per l'anima, una piccola spinta verso la perfezione.

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