mercoledì 20 maggio 2009

Una giornata al mare

Caldo cocente: 33° calati come un velo sulla città che sembra diventare fumante sotto i dardi infuocati del sole. Domenica tranquilla, soleggiata, prima veramente estiva, con un cielo velato di afa...Domenica scorsa siamo andate a Santa Marinella per eseguire una certa commissione. Anch'io mi aggrego : desidero tanto vedere il mare! L'auto correva veloce sul nastro d'asfalto che si snodava tra i prati interrotti da boschi che si arrampicavano sui colli dalle punte arrotondate e dolci. Il sole ardeva affondando nel cielo che sbiadiva sempre di più. Dopo un breve viaggio, ecco che il mare, lucente, è apparso al mio sguardo. Una massa immensa d'acqua con la superficie increspata dal vento, tinta di un azzurro sbiadito come quello del cielo. Nonostante mi piaccia di più la montagna, il mare affascina il mio cuore. Che tentazione tuffarmi nelle ormai tiepide acque! Si sono accontentate le orecchie di ascoltare lo sciabordio dell'acqua che s'insinuava tra le pietre ricoperte di scivolose alghe. Ed è il canto triste e monotono dell'umanità intera che presa dai mille pensieri, non si accorge che il tempo fugge tra le mani. Viviamo immersi negli affari da sbrigare, risucchiati da un vortice sempre più intenso e feroce delle cose da fare, pronti a giungere ad un traguardo che nemmeno vediamo o ci appare un punto talmente lontano che ci appare minuscolo. Poi la sofferenza, la precarietà piombano su di noi senza preavviso, senza lasciarci nemmeno il tempo di respirare più a fondo e renderci conto di ciò che ci circonda. Se solo l'umanità trovasse un attimo per immergersi nel ritmo del respiro della natura...comprenderebbe che le domande fondamentali della vita non possono essere ignorate, poste in un cantuccio e così dimenticate. Interrogativi che diventeranno principio di crisi, di scisma interiore se non avranno risposte adeguate e significative. Gli interrogativi diventeranno problemi insoluti e saranno sempre più complicati. E se anche la precarietà non ha bussato alla nostra porta, un giorno o l'atro non potremo più lavorare: il tempo sarà più vuoto e con che cosa lo potremo riempire? Cosa rimarrà della nostra esistenza? La vita non è un'avventura: a volte diventa così cruda e buia che se ne rimane soffocati. La vita ha un senso solo se la sua anima diventa l'amore...Allora anche il più piccolo gesto assume un significato profondo e partecipa al grande disegno della creazione.
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