martedì 19 maggio 2009

Sedici anni dopo...


Sono passati ben 16 anni da quando scrissi quelle parole. Il tempo lenisce tante ferite e la gioia ormai costante in questi anni trascorsi ha un po' insabbiato il ricordo di quando il mio spirito assaporava lo schiudersi alla novità del suo rapporto con Dio. Una novità eccezionale che si tradusse in gratitudine immensa. Quel "grazie" la diceva lunga: riassumeva infatti il risultato di un lavorio interiore molto sofferto e dal'effettuazione del cambiamento del ricevente di questo messaggio che fino ad allora era stata una persona. Inoltre, più si va avanti nel cammino, più si scoprono i propri difetti. In una vita di comunità i difetti emergono più chiaramente perché ci si incontra con caratteri diversi, i quali aiutano a conoscerci negli aspetti più reconditi: toccano insomma, le corde più intime del cuore snudandolo di tutti gli orpelli che sembrano renderlo più attraente. Il sentimento della gratitudine è un elemento molto importante nella crescita spirituale: nasce da un cuore che sa riconoscere la sua piccolezza e che a lui non tutto è dovuto. A volte questo sentimento può essere soffocato dalla delusione di sé che può portare alla contemplazione dei propri errori e quindi ad un ripiegamento. Ogni chiusura è una mancanza d'amore. Da quel 7 novembre ne è passata d'acqua sotto i ponti! Mi sembra di essere peggiore, ma, forse è perché adesso mi conosco un po' di più...
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