martedì 8 novembre 2011

Le martiri di Compiégne


Un altro esempio luminoso di fede eroica che giunge fino all'effusione di sangue, è il martirio delle Carmelitane di Compiégne. Ambientato nel periodo della Rivoluzione francese, le Carmelitane testimoniarono la loro fede fino alla decapitazione. La Rivoluzione francese, si poggiava su tre pilastri fondamentali: libertà, uguaglianza, fraternità. La mano calcava principalmente sui primi due principi. La cosa assurda era che, in nome della libertà, tanti sono andati alla ghigliottina... Ma com'è possibile? Ritenevano che coloro che stavano in  monastero fossero stati privati della loro libertà, quindi i rivoluzionari mandarono la polizia a controllare, ad interrogare le monache. Fecero un'irruzione nel monastero di Compiégne ed isolarono le monache in modo da non influenzarsi a vicenda. Furono quindi interrogate. Tutte quante affermarono che avevano emesso i voti con libertà, libertà che i voti stessi offrivano loro. L'assurdo fu che tutte e sette vennero ghigliottinate per la libertà... Se questa è libertà! Ma qual è il significato di libertà? Libertà tirannica? Eppure la tirannia e la libertà sono diametralmente opposte.

Il martirio delle Carmelitane di Compiégne sembra essere l'eco del martirio di san Policarpo. Pensiamo che l'uomo sia in continua evoluzione, soprattutto come essere civile e sociale, eppure il martirio di San Policarpo ha più ragione di essere di quello delle Carmelitane, in quanto i Romani, fedeli ai loro principi, non sopportavano che alcuno si opponesse all'Imperatore. L'uccisione di San Policarpo ha quindi maggior senso e coerenza. I Francesi hanno invece ucciso in nome della libertà.
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