domenica 13 novembre 2011

La libertà evangelica



Liberi per amare... La libertà psicologica non basta da sola, altrimenti si cercherebbe semplicemente una pace superficiale solamente con se stessi dimenticando l'aspetto oblativo della vita, quella sublimità che bisogna raggiungere a cui siamo stati chiamati con il Battesimo. Non è opportuno quindi essere liberi dagli altri, ma anche da se stessi. Non è quindi fare ciò che si vuole ma è essere liberi dalla propria concupiscenza per realizzare il progetto evangelico sulla propria vita. Dici niente! E' senz'altro un arduo progetto se si tiene conto delle prove della vita e dell'azione del nemico per allontanarci da Dio...
Le prove della vita, le incomprensioni, i lutti, gli insuccessi sono già abbastanza difficili da sopportare. Ciò, però, che è più difficili da sopportare per il vero credente, è l'entrare nell'aridità del deserto, il sentire lontano Dio. Nell'aridità del deserto, dove Dio ha permesso che l'anima andasse, questa scopre l'intensità della sete e trova nelle sue lacrime la bevanda che la disseta e che, nello stesso tempo le fa desiderare ancor di più Dio. Sembra che Dio abbia abbandonato l'anima e lasciata sola in balia dei suoi sentimenti... L'anima, nonostante senta la morte ghermirla con le sue spire, dovrebbe continuare a pregare. E' un po' quello che accade a Gesù nell'orto del Getsemani. Tentato dal demonio, Gesù riscatta l'umanità respingendolo e facendo un atto d'obbedienza. Molto interessante il modo in cui è proposta da Mel Gibson la scena dell'agonia di Gesù nell'orto degli ulivi. Il demonio fronteggia Gesù, lo minaccia, gli insinua che non serve a nulla dare la propria vita in riscatto dell'umanità. Gesù appare schiacciato dalla sofferenza e prega usando parte dei salmi. Gesù non utilizza preghiere sublimi ma quelle tratte dalla Sacra Scrittura.
Quante volte nel deserto della tentazione si ha l'impressione che la propria sofferenza non serva a niente e che, comunque, dopo la morte ci sia una voragine, quella della dissoluzione, che ingoia l'anima e il corpo. E' la tentazione più forte, quella che Gesù sentì sulla Croce, quando il male, il dolore sembrava avessero preso il sopravvento. Sembra quasi che le porte del paradiso si siano chiuse...
La libertà evangelica è quella che sta ferma nella fede al momento della tentazione.
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