lunedì 28 dicembre 2009

28 dicembre...

E' il mio compleanno...Non sembra vero! Il più grande regalo l'ho già ricevuto: l'Eucarestia. I miei pensieri sfiorano i Natali precedenti. Era sempre un giorno speciale! Mia sorella era bravissima a fare il presesepe, semplice, così bello e luminoso. La capanna era spruzzata di neve, quella neve che ho sempre così tanto amato. Il presepe veniva fatto nella nicchia di un mobile che si trovava proprio di fronte all'entrata, pronto ad accogliere chiunque venisse a farci visita. L'albero era in cucina pieno anch'esso di luci colorate. A Natale, allo scoccare della mezzanotte,eravamo pronte a togliere il fiore lucente che ricopriva Gesù bambino. Ecco, era nato! Per me il Natale era una gioia grandissima. La cosa più bella era trascorrerlo in famiglia. Ogni giorno pregavo di fronte al presepio, spesso cantavo canzoni natalizie. Lo sentivo veramente tanto e per me era significativo che fosse seguito dal mio compleanno. Gli anni passarono e anche le mie esigenze mutarono. Ricordo con piacere il periodo che precedeva il Natale...Quanti Natali...Qualche volta brillava un sole pallido, cristallizzato dal freddo invernale. Le tenebre della sera calavano velocemente e ci sorprendevano sedute su una panchina, oppure quando uscivamo dai negozi. Il cielo si tingeva di blu scuro e le luci natalizie che ornavano i carrugi s'accendevano. Non ho mai sopportato quella corsa agli acquisti che costringeva le persone a riversarsi per le strade. Le vetrine si vestivano a festa...Mi piaceva guardarle di sfuggita. Ricordo con piacere il freddo che stringeva in una morsa il mio corpo. Ricordo che un giorno faceva così freddo che la pioggia diventò nevischio. Avevo compato alla Upim un cappellino di pile che indossai subito...Oh quando entrai nell'autobus, nel 35, sentii il calore sciogliere il mio freddo! I vetri erano appannati e punteggiati di piccole gocce...
Come brillava l'antico lastricato di via Garibaldi! Che folla in via Venti Settembre, via Roma... In piazza Corvetto avevano addirittura appeso delle luci sulla statua di Vittorio Emanuele...e c'è una storia....tramandata dai genovesi su quelle due statue....All'epoca il tempo ed il suo trascorrere non infierivano più di tanto, i suoi segni non erano visibili come lo sono oggi.
Che bella Genova, vestita così a festa! In quei giorni tutto cambiava aspetto e quando dopo il 6, si ritornava al solito tran tran, il cuore veniva afferrato da una vaga malinconia. Si spegnavano le luci e la vita continuava.
Com'è cambiata la mia vita da allora! E' cambiata la città, così grande, affollata! Ultimamente non sono andata nemmeno a vedere il presepe di San Pietro. La piazza trabocca di gente, turisti, una folla anonima...Il mio ex direttore spirituale, quello della "porta rossa", è diventato cerimoniere del Papa! Una volta che andai da lui sotto Natale, incontrai il Cardinale Tettamanzi che usciva dall'Arcivescovado tutto imbacuccato...Non lo riconobbbi e fu lui a salutarmi e ad augurarmi buone feste! Quanti scherzi dietro a quella porta rossa...e adesso siamo tutt' e due a Roma...Chi l'avrebbe mai immaginato? In una Roma in cui la neve non si fa mai vedere...in una Roma travolta dai turisti.
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