domenica 5 dicembre 2010

Verso il Natale...


Giornate fredde che rotolano velocemente verso la solennità del Natale e la fine di un altro anno. Il 2010 sta, infatti, ormai finendo. Nelle città si accendono le illuminazioni che le rivestono a festa. La gente corre, chissà se si rende conto del tempo che passa così velocemente che sembra un lampo che squarcia il cielo con la sua luce fulminea e, a volte, non ti lascia il tempo per pensare. A volte il corso della storia della nostra vita può cambiare in un istante. Un istante può cambiare il futuro, i nostri sentimenti, le nostre paure. E' vero, quell'attimo assume le sembianze di uno scalpello che incide sulla pietra segni indelebili. Ho inserito anche un video, non tanto per la canzone di De André, ma per le zone che vi sono riportate, sono le zone dove ho vissuto quasi tutta la mia vita e che hanno visto i miei sentimenti, le mie sofferenze e le mie gioie. Ad un tratto hanno fotografato anche il palazzo dove abitavo, così la mia mente è andata ai Natali passati. Come non meditare su questo tempo che passa, come foglie strappate dal loro albero e portate lontane, oltre le memorie di un tempo vissuto, memorie che il tempo può comunque cancellare? Non si può non meditare sul tempo che passa! Il tempo ci traghetta, volenti o nolenti nell'eternità.Mi vedo allora passeggiare per i carruggi di Genova, con il naso rosso spuntare appena dalla sciarpa, le mani ricoverate in comodi guanti che a volte non trattenevano il caldo. Oh sì, tutta la città s'illuminava a festa e i negozianti cominciavano ad augurare buon Natale salutando. La città si vestiva di luci. Quella di oggi non è più quella di ieri. Ieri mi è capitato qualche appunto che avevo scritto nemmeno un anno fa, ma quella che lo leggeva non era più quella che aveva scritto. Da una parte, meno male. Se restassimo fossilizzati nei nostri errori, sarebbe grave, bisogna evolversi sempre in meglio. Tornare indietro non si può, ma ho imparato che nemmeno il passato ci appartiene, in certi casi il buon Dio permette che venga distrutta anche la nostra memoria e di ciò che era passato non ci rimane nemmeno un granello. Questo è il dramma umano, un dramma in cui solo Dio può comprendere e leggere. Leggevo ieri una testimonianza di un uomo che all'età di 38 anni ha subito un incidente gravissimo ed è rimasto come un vegetale. Almeno, i medici dicevano di lui così, ma in realtà lui viveva nel terrore, perché comprendeva tutto.Questo mi riporta all'esperienza di Eluana Englaro. Gli uomini possono sbagliare le loro previsioni. Colui che sembrava in un coma vegetativo, si accorgeva di tutto e subiva le dimenticanze di coloro che, senza dirlo, lo credevano morto. E mi riporta anche ad un sogno di un bel po' di tempo fa, quando vidi due persone, Eluana Englaro ed un ragazzo che io non conoscevo e le loro espressioni di gioia, soprattutto di Eluana che esclamava piena di gioia: "Se tu sapessi, come sono felice" In capo nemmeno ad un mese, il padre decise di farla morire....
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