domenica 12 giugno 2011

Il Cardinale Bagnasco nella chiesa di Don Seppia

Ciò che è accaduto alla chiesa genovese è dir poco terribile, tristissimo...Ma è una Chiesa forte che vuole affermare con coraggio la propria fede. Mi sono messa nei panni dei parrocchiani... Potete immaginare lo sgomento nell'apprendere che il proprio parroco di cui, forse, ci si fidava anche, era tutt'altro che uno stinco di santo! Dev'essere stato veramente devastante, eppure la Chiesa di Genova rialza la testa: il Cardinal Bagnasco, in occasione della solennità della Pentecoste, si reca nella chiesa dello scandalo, ferita profondamente da tutto ciò che è accaduto, nella chiesa di cui era parroco don Seppia. Il Cardinale testimonia così l'amore del Padre che ricerca le sue pecorelle in pericolo, travolte dalla bufera dello scandalo. Le sue parole sono bellissime.
«La gioia di questa festa è oggi offuscata da quanto è accaduto, ingiustificabile e grave, che ha ferito le nostre anime. Ci addolora e ci addolorerà sempre»
E' vero, fa ancora male allo spirito il ricordo di ciò che è accaduto, il pensiero che un ministro si sia lasciato lusingare dal male e che, invece di essere portatore di Cristo, sia stata la pietra dello scandalo. Fa male, ma induce pure a pregare per i sacerdoti, a non giudicarli... E' facile avere il giudizio pronto, è anche umano, però bisogna interrogarsi se quel fratello è caduto in cose così abbiette perché è stato lasciato solo, non ha avuto nessuno con cui confidarsi... Forse non sarà la questione di don Seppia, ma, in fondo siamo tutti figli di quell'umanità ferita... Non sentiamoci così superiori: in fondo quando si giudica il fratello o si sparla di lui, si cade nello stesso errore.

Poi Bagnasco si è rivolto direttamente ai tanti fedeli che aveva davanti: «Vi ringrazio del vostro attaccamento alla Chiesa. All’inizio della messa, un parrocchiano aveva rivolto al cardinale il saluto della comunità, ringraziandolo per la «presenza e la vicinanza», mostrate anche oggi: «Ho sentito echeggiare la vostra anima e il vostro cuore - ha detto Bagnasco - L’anima, il cuore e la volontà di guardare avanti, di non restare ripiegati sotto le ferite, di rinnovare la fiducia, la speranza di stare uniti nell’amore di Cristo e del Vangelo. La cura di questo giorno e di questa chiesa, la cura che mi è stata sottolineata anche da don Roberto Ghiara, mostrano ancora una volta il vostro attaccamento alla Chiesa, la vostra chiesa, e la volontà di guardare avanti con fiducia insieme. Vi ringrazio per questa testimonianza. Il Signore è e resta con noi nella divina Eucaristia, nella preghiera, nelle sacre scritture, nella carità fraterna, nella comunità cristiana. Lui è sempre con noi».
Infine, un ammonimento a difendersi dal male: «Se non alimentiamo ogni giorno l’anima nell’intimità di Cristo, allora anche il bene si scolora, diventiamo meno vigili davanti alle maschere del peccato, e diventiamo preda del male e protagonisti di male». Il cardinale ha sottolineato l’importanza dello Spirito Santo, senza il quale, ha detto, «saremmo smarriti, non conosceremmo la meta del nostro peregrinare terreno, saremmo senza criterio certo del bene e del male». Nella chiesa in cui don Seppia, secondo l’accusa, avrebbe anche tentato di indurre minori alla prostituzione, Bagnasco ha aggiunto che «dobbiamo reagire alla sonnolenza spirituale che può insidiare progressivamente tutti, sino ad addormentare il cuore. Per questo il Signore risorto ci ha inviato il suo spirito di luce e di fuoco, per tener deste le anime, vigili le menti, caldi i cuori del calore della verità e dell’amore. Cari amici, dobbiamo avere coraggio e rinnovare la fiducia, guardare avanti».
Alla fine dell’omelia, i fedeli hanno applaudito a lungo per ringraziare il cardinale della sua presenza e delle sue parole.

Grande Chiesa di Genova, che vuole rialzare con fierezza il capo ed ancora una volta riaffermare la propria fede...
Quando succede che un intero gruppo venga travolto dalla bufera, questo deve tentare un vero rinnovamento spirituale, profondo, dello spirito, non esteriore, fatto solo di presenza corporale o rigidezza farisaica o simile. Il rinnovamento deve avvenire nella carità: ecco il vero rinnovamento che può stornare un castigo di Dio... castigo, che potremmo chiamare correzione da parte di Dio. E Dio corregge sempre perché ama.
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