mercoledì 4 gennaio 2012

La crisi economica

Come avevo accennato qualche tempo fa, le anime del Purgatorio, avevano già predetto la grande crisi economica che ha travolto il mondo. Fino al 2009 era latente, sotto uno strato apparente di tranquillità e ricchezza. Era un fantasma che s'aggirava silenziosamente, beffandosi di noi, del nostro stare bene... Un numero che si ripete: il 9!! 1929, la grande depressione: erano altri tempi, l'Italia aveva poco da perdere, smembrata dall'emigrazione: Italiani che, in cerca di una vita migliore, avevano già attraversato l'Atlantico, il grande e turbolento oceano.Là sperimentarono l'emarginazione, l'amarezza dell'esilio, il sospetto, la miseria. La storia sembra giocare con il destino delle nazioni: l'Argentina e il resto dell' America Latina, risultavano più ricchi dell'Italia. Una grande nostalgia struggeva il cuore degli Italiani. Numerosi racconti di quel periodo ce lo mostrano: pensiamo ad Edmondo De Amicis che ha scritto le celebri storie del giovane padovano e "Dagli Appennini alle Ande" dal quale sono tratti film e cartoni animati splendidi.
Il sentimento patriottico che ha dato vita e fatto vibrare i cuori degli Italiani quando l'Italia era ancora smembrata, spartita dagli stranieri e ha poi animato coloro che avevano pensato e infine visto l'Italia unita, avevano fatto emettere un grande sospiro a Massimo D'Azeglio che aveva affermato senza dubbio: "Fatta l'Italia, ora dobbiamo fare gli Italiani". E molto probabilmente, a distanza di 150 anni, gli Italiani sono ancora da fare... anzi, sono da rifare, perché hanno perso la coscienza di Popolo Unito e la sua stessa identità, come se non comprendessero ancora il nome di Italia demolito dal triste periodo del Fascismo che lo idolatrava...Sembra che ne abbiamo quasi paura.
durante il periodo fascista, tanti ricevettero il nome di Italia che voleva comunicare il profondo amore di Patria che il movimento nazionalista suscitava nel cuore degli Italiani.

Mussolini seppe far fronte alla grande depressione del 1929 e l'Italia ne uscì senza grandi scossoni. Ma, purtroppo, il Partito Fascista era un groviglio di idee oscure e contraddittorie, seppur  abbia il grande pregio di non aver costruito campi di sterminio in Italia. Promulgò anch'egli leggi discriminatorie ma non attuò e non azionò mai la grande macchina di morte progettata da Hitler. I Tedeschi guardavano gli Italiani con sospetto: riguardo a quel punto che costituiva l'anima del progetto nazista descritto nel Mein Kampf, Mussolini faceva orecchie da mercante affermando che gli Italiano non erano razzisti. Era la grande spina nel fianco di Hitler ma sperava molto nella malleabilità di Mussolini nei suoi confronti: prima o poi si sarebbe piegato. Di fatto si sapeva che gli Italiani aiutavano gli Ebrei, chiudevano spesso un occhio, anche se, non dobbiamo scordare che tanti Ebrei e dissidenti politici, presero la strada per i campi di sterminio tedeschi.

Questa volta la crisi economica trova un'Italia fiorente ma smarrita spiritualmente. L'ha permessa il Signore per farla risorgere: Egli, come dice la Bibbia, percuote il giusto e castiga chi ama. Non vogliamo sentire parlare di castigo al giorno d'oggi, storciamo il naso, ma se rivediamo la nostra storia personale, ci accorgiamo che i castighi dei nostri genitori, l'amarezza che ne è derivata, ci hanno preservato da amarezze ancor più grandi. Quindi la crisi economica è un castigo, una conseguenza dei nostri peccati. Per cui,se da una parte dobbiamo pregare Dio, affinché ci aiuti, dobbiamo riparare, offrire riparazione per ciò che ha fatto "sdegnare" Dio.
Interroghiamo Dio umilmente e domandiamogli ciò che ci vuole comunicare con questa prova.
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