giovedì 19 gennaio 2012

Eresia...apostasia

E' difficile cogliere le problematiche dei nostri tempi riguardo alla fede. E' un tempo strano, immerso in una fitta oscurità. E' una società smarrita, priva di una sua identità, sballottata dai marosi del relativismo. Per comprendere se stessi, come si è nel presente, è fondamentale conoscere il proprio passato. Siamo come un quadro splendido, il risultato, cioè, della combinazioni di più colori. Se essi si mischiano, vediamo bene il risultato, ma non i tratti singolari di ogni colore. Si vede bene di essere il risultato di colori mischiati fra loro, ma non si distinguono i colori originari. Vari studi medici di neonatologia, hanno confermato come il feto sviluppi molto prima di quanto si pensasse un tempo, la reazione al dolore... E' quindi credibile la teoria della psicologia moderna affermante che la nostra psiche si forma fin da quando siamo ancora nella pancia della mamma.
Così, per comprendere la storia odierna, bisogna guardare al passato e analizzarlo. Sono la storia e la sociologia che si occupano dell'analisi del passato per capire e identificare i tratti della società. La società raggruppa persone che possiedono fra loro alcuni aspetti comuni. Partendo dal significato delle parole, si può risalire al motivo del loro uso e all'identità della "cosa" a cui facciamo riferimento con quella parola.
Avevano ben ragione gli Ebrei a dare importanza ai nomi propri che, secondo loro, dicevano tutto del bambino, tanto da avere attribuirgli origini divine. Ecco allora l'annuncio dell'angelo a Zaccaria, il quale indicò il nome da dare al neonato...
Minore importanza veniva data ai nomi dai Romani..
Partiamo dal termine società. Esso deriva da societatem, da socius che significa "compagno", quindi il verbo "sociare", unire...
Due soci di una ditta collaborano per il bene comune. Formano una società, un gruppo di persone che lavorano per lo stesso scopo pur avendo mansioni diverse e mantenendo la propria psicologia e mentalità. La società non si regge più quando si offusca il raggiungimento del bene comune e si cerca di perseguire il proprio potere. La società comincia a distruggersi perché l'obiettivo non è più comune.
Gli emarginati sono coloro posti fuori dai margini della società, lo dice la parola stessa. Ogni epoca è caratterizzata da un aspetto particolare; questa è l'epoca del consumismo, della realizzazione di sé. Coloro che sono emarginati, sono le persone che non producono: malati, anziani, disadattati. Ai tempi di Gesù erano emarginati anche i bambini e le donne, ma grazie alla costituzione della Carta dei diritti dell'Infanzia, e al riconoscimento dei diritti della donna, si vede in loro il riflesso del futuro e quindi di una possibile produttività.
Siamo abituati a sentir parlare di tolleranza, di pace, di uguaglianza, ma, se si analizza la situazione, si denota una superficialità estrema. Sono valori fragili perché non si fondano su una cultura cristiana. L'uomo, in questo ultimo secolo, ha inventato delle intelligenze artificiali simili alla sua, dimostrando così che non ha bisogno di Dio. Ha cercato di far progressi nella scienza non tanto per debellare le malattie ma giungere al cuore della vita: creare in laboratorio la vita; ma poiché la vita creata nel laboratorio, non è voluta da Dio, non ne riceve il soffio e assomiglia alle intelligenze artificiali che non possiedono alcun cuore.
Gli emarginati di questa società sono molti di più di quanto pensiamo. Purtroppo è così. Questa è l'epoca dell'apostasia. 
Nei primi secoli del cristianesimo si assisté a numerose eresie, ad atteggiamenti discutibili di alcuni papi. Questo perché la religione occupava un posto preminente nella società e possedeva un potere temporale che influiva profondamente nel tessuto connettivo di essa.
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