mercoledì 21 dicembre 2011

Nell'ombra della morte

Ogni vita si apre nell'ombra della morte. La vita non è uno scherzo, si vive solamente una volta e quindi va vissuta bene, fino in fondo. Questo discorso sembra stonare in un periodo lieto, com'è il Natale, ma la liturgia dell'Avvento fa propria la preghiera dei primi Cristiani che invocavano la venuta finale di Gesù sulla terra, che credevano prossima. tutta questa vita terrena ci deve preparare alla venuta ultima di Gesù. Se guardiamo ai nostri peccati, non saremmo mai pronti. La nostra fragilità ci pone tante volte in pericolo durante la nostra vita, ma ciò in cui dobbiamo crescere è la fiducia nell'amore di Dio.

Vedo bene che ogni mia caduta ha origine da una mancanza di fede e amore nell'eterno. Anche ogni mancanza di carità verso il prossimo ha la medesima origine. Guardando la Passione di Mel Gibson, mi ha fatto sorridere e, nello stesso tempo, riflettere la scena familiare di Maria e Gesù. Gesù è impegnato a costruire un tavolo che a Maria risulta troppo alto. Scherzano e ridono sulla cosa! Riflettevo su questo... Per lungo tempo abbiamo avuto in mente la figura di un Gesù, se non musone, che si avvicina a tale versione... I Vangeli, però, ci offrono la "visione" realistica di un Gesù che non si vergognava di farsi vedere piangere, di lasciar intravedere la Sua commozione. Egli scoppia in pianto davanti alla tomba di Lazzaro... oppure, sconvolto dalla sua agonia interiore, trasudante sangue, non disdegna di farsi vedere in quelle condizioni.. Quindi, avrà riso qualche volta? O avrà solo pianto? Pretendere dai cristiani che non ridano o non piangono, è assurdo!
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