lunedì 26 dicembre 2011

Comprensione


Mi hanno fatto riflettere i punti 116/120 del primo quaderno del Diario di Santa Faustina. Ella stava parlando delle varie prove spirituali a cui è sottoposta un'anima. Ad un certo punto afferma che coloro che vivono insieme con queste anime, non dovrebbe aggiungere sofferenze esterne, perché questo non piace al Signore. Quando si vede un'anima provata, si tende sempre ad aggiungerne di più... Ci permettiamo di esprimere giudizi di ogni genere e parliamo là dove non avremmo mai dovuto dire quello che abbiamo detto. Ed ancora: "Se le suore oppure i superiori sapessero o supponessero che una certa anima sta attraversando varie prove e, ciò nonostante, da parte loro le aggiungessero altre sofferenze, peccherebbero mortalmente e Dio stesso rivendicherebbe quell'anima."

Segue poi un lungo discorso sul silenzio interiore ed esteriore, parole che anche San Giacomo aveva proferito in qualche sua lettera. Chi non bada alla propria lingua, s'illude di essere santo! Questa pagina è scritta da una santa, elevata dalla Chiesa agli onori degli altari. L'ho riportata in parte... Ella non si rivolge solamente ai religiosi ma alla gente in generale. E' ero, è proprio così... Spesso avvalendoci della nostra santità (presunta) ci ingeriamo dei fatti di quell'anima senza, in realtà, averla in cuore. Le osservazioni che noi facciamo sono dettata dalla durezza del nostro cuore e non dall'amore e, pensando di essere santi, pecchiamo mortalmente. Parola di santa Faustina! Purtroppo è così: afferrati dalla durezza di cuore, gioiamo delle sofferenze altrui e quando vediamo quell'anima in difficoltà, ecco che tendiamo a pavoneggiarci della nostra generosità (!!), della nostra osservanza muovendo osservazioni verso di essa. Alimentiamo così, la nostra superbia e la nostra durezza di cuore. Peccato: santità non è fare tutto bene esternamente, anche opere di carità, ma è giungere al vero amore e mentre giudichiamo, ne siamo lontani!
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