mercoledì 28 novembre 2012

Un esempio

Ieri, su Radio Maria, mentre aspettavo di uscire, ho ascoltato una rubrica religiosa che parlava di un giapponese convertitosi al cattolicesimo. Non ricordo bene il nome, mi pare fosse Xiang. Chiamiamolo così. Egli ha deciso di battezzarsi il 6 gennaio, solennità dell'Epifania, perché in quel giorno, di circa 2000 anni fa, Dio si è manifestato al mondo proprio come ha fatto nella sua vita. La cosa che ha fatto riflettere di più di tale racconto è questo. Non si è mai deciso a farsi battezzare perché al lavoro, aveva incontrato un suo collega, il quale gli aveva fatto intendere con alcune parole, di essere superiore agli altri per essere semplicemente cristiano. Ciò lo aveva bloccato nel suo cammino di conversione: non voleva farsi superiore agli altri! Sembra strano ma questo è il rischio che si può incorrere  quando ci si professa cristiani e soprattutto quando si appartiene a qualche associazione o congregazione. È vero, si è dei privilegiati, ma bisogna soprattutto considerare l'essere cristiani un dono e facciamo tanta fatica perché pensiamo di essercelo meritato, ma non è così. Il cristianesimo non è di certo un gruppo dove si ottengono dei privilegi. Eloquente il racconto di santa Maria Alacoque. Ella offriva sacrifici per liberare delle anime del Purgatorio. Il Signore le apparve e le domandò chi volesse liberare prima fra tre anime che le presentò: due erano di consacrate e una di una semplice cristiana. Lei lasciò la scelta al Signore...ed Egli liberò la semplice cristiana. Quante volte, troppe volte i consacrati non hanno paura o non credono né al Purgatorio né all'Inferno... E poi lo popoleranno più loro che semplici anime che, talvolta, non sempre, hanno giudicato... come i farisei...
Posta un commento