lunedì 19 novembre 2012

Il perché dell'Uomo


Qualche volta mi soffermo sul motivo per cui Dio ha creato l'uomo. “Per un disegno d'amore”.
Risposta stereotipata, studiata sul catechismo o sentita dire da chi frequenta la Chiesa. Si ripete spesso, però, anche nel campo educativo, che non bisogna dare la pappa pronta ai bambini, ma far capir loro il significato delle cose. Se da una parte esageriamo perché vogliamo comprendere tutto e non lasciamo spazio neppure ad un margine di mistero, dall'altra parte è vero che quando si comprende un qualcosa, ce ne appropriamo, ne conosciamo le regole fondamentali. Una conoscenza superficiale alimenterà altresì un atteggiamento di passività e di costruzione di... bellissimi sepolcri imbiancati.
Ma perché Dio ha creato l'uomo sebbene già fosse felice di per sé? Sì, possiamo paragonare l'evento all'amore tra un uomo e una donna, ma non lo spiega totalmente, perché Dio è Trinità e quindi non chiuso in se stesso. Dio Padre è Creatore e la Bibbia lo ha paragonato ad un artista, creativo... Ed è un paragone chiave. Amore è gioia e ha bisogno di esplodere, di comunicarsi agli altri. Quando noi siamo estremamente felici, facciamo salti di gioia; più siamo felici e più li facciamo alti. Se un atleta quando è contentissimo fa salti mortali, Dio, artista e atleta perfettissimo, fa anche Lui un salto mortale e crea l'uomo. Noi siamo il “salto mortale di Dio”, quel salto di estrema gioia... che ci ha creato!
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