sabato 21 luglio 2012

Il valore della vita



Alcuni film inducono senz'altro alla riflessione, perché affrontano alcuni temi fondamentali che toccano efficacemente il vissuto personale. Un tema fra questi è la pena di morte in vigore in America. Nonostante la persona sia colpevole non può mai essere rea di morte. Il sistema giudiziario americano prevede in taluni stati che colui che uccide qualcuno debba affrontare la pena di morte. La tortura a cui è sottoposto il condannato è agghiacciante e logorante. Non si limita ad eseguire la sentenza della pena di morte ma lo obbliga ad una lenta e lunga agonia nel braccio della morte, anticamera della morte. La morte fisica è quindi preceduta da quella psicologica. Il condannato è consapevole che prima o poi dovrà affrontare la morte e, la cosa ancor più agghiacciante, è che sa che alcuni assisteranno ad essa come ad uno spettacolo. Anche se l'assassino morirà non darà nuovamente la vita a colui che ha ucciso e, tanto meno la pace ai parenti della parte offesa.

Dominique La Pierre, nel suo libro “I mille soli”, descrisse la storia di un condannato a morte e la sua lenta agonia nel braccio della morte. Esperienza vissuta realmente descriveva efficacemente ciò che si vive quando la persona deve affrontare la condanna a morte. Tanti di questi condannati impazzivano o si ammazzavano perché non riuscivano ad affrontare la cosa.
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