domenica 21 agosto 2011

Sete di penitenza


L'amore è sacrificio. La parola sacrificio assume un significato che evoca rinuncia, insomma... qualcosa di negativo. La vera etimologia della parola indica questo: "rendere sacro". L'amore ha il potere di rendere sacro qualsiasi cosa, anche la più piccola e quella che a noi pare più insignificante. Santa Virginia abbracciava ogni più piccola sofferenza in spirito di penitenza per amor di Dio. Accettava ogni tipo di cibo senza esprimersi sul gusto; accettava ogni presa in giro e sgarbo facendo ulteriori penitenze; riparava i possibili peccati delle sue assistite.

Purtroppo con il tempo, lo spirito di penitenza e di umiltà, si è come appannato riflettendo la mentalità del tempo che valuta importante l'affermazione di sé in ogni ambito della nostra quotidianità e del nostro vivere. E' quindi cambiato il modo di fare penitenza. Un tempo c'erano penitenze dure, pesanti, sostituite poi da alcune che, in fondo, se ci riflettiamo, tanto leggere non sono. Riguarda la vita fraterna che si contrappone alla mentalità individualista del nostro tempo. 
Tuttavia, azzardo ad affermare che eliminare totalmente ogni genere di penitenza, è sbagliato!
Ce ne sono di piccole che non disturbano o fiaccano la salute e irrobustiscono lo spirito, lo allenano a fare un bel salto in alto... sempre più in alto... e senza accorgercene, come hanno fatto tanti santi, riusciamo a toccare il cielo in misura di quanto siamo umili. Il Vangelo non è cambiato con il tempo e Gesù ci ha messo in guardia dai falsi profeti. Un falso profeta può essere il mondo. Il mondo addolcisce a proprio comodo il Vangelo. Alcune parti di esso vengono cambiate, addolcite.
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