lunedì 11 luglio 2011

Nascita di Gesù

La croce appare nella vita di Gesù fin dall'inizio del Suo concepimento: è la croce della precarietà. L'angelo Gabriele entra nella casa di Maria e le annuncia il concepimento di Gesù. La condizione di Maria può essere definita "critica". Ella è molto giovane e si trova incinta prima di sposarsi. Il vangelo di Marco afferma che Giuseppi, dopo aver appreso del concepimento di Gesù, decide di rimandarla in segreto. Ecco il segno della precarietà nella vita di Gesù, precarietà che presto si bagnerà di sangue. Erode, saputo della nascita del Messia, cerca il bambino per ucciderlo. Qui si colloca la strage degli Innocenti: la forte sete di potere avvelena Erode e lo spinge a compiere una strage immensa.
Ritornando ai fatti narrati da Luca nel suo vangelo e facendo nuovamente un piccolo salto indietro nel tempo, osserviamo che, in seguito ad un decreto di Cesare Augusto, che ordinò di fare il censimento di tutta la terra, la piccola famiglia è costretta a recarsi a Betlemme per registrarsi. A Betlemme si compirono per lei i giorni del parto. Ecco nuovamente la croce della precarietà: la città è affollata, è tempo di censimento, perciò la famigliola deve ricoverarsi in una stalla dove Maria diede alla luce Gesù. Nella vita di Gesù sembrano intrecciarsi, in una fitta trama, la croce e l'adorazione che gli si deve come Dio. Un avvenimento così importante quale la nascita di Dio fattosi uomo, non può rimanere celato a lungo. “Il Creatore dei secoli prende forma mortale”
Il Creatore, il Pensiero di Dio deve concretizzarsi, quindi assume un corpo e decide di farsi carico della medesima condizione di coloro che poi, nel discorso della montagna proclamerà beati.
Beati i poveri in spirito”. Giuseppe non fa altro che obbedire ai comandi del Signore, ricevuti in sogno. Come un novello Abramo, non esita a lasciare la sua terra e a recarsi dove il Signore gli indica. Egli ha preso Maria come sposa, dopo che l'angelo lo rassicurò in sogno, sancendo così la sacralità del matrimonio. È il Signore che unisce un uomo e una donna, non è il capriccio di Giuseppe e Maria.
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