sabato 16 luglio 2011

La croce nella vita pubblica di Gesù

La vita pubblica di Gesù si snoda tra prediche, atti d'amore, miracoli. L'apostolato è sempre sotto il segno della croce e lo fu anche quello di Gesù. Alcuni miracoli si intrecciano tra l'incomprensione e gelosia dei farisei e sapienti del tempo i quali, talvolta, sembrano non accorgersi nemmeno della loro attuazione, l'ammirazione dei semplici e i loro atti di fede. Ci sarebbero tanti esempi riguardo a questo. Essi erano talmente accecati che dopo un miracolo si preoccupavano solamente di criticare l'operato di Gesù. Basta citare l'uomo dalla mano paralizzata. Gesù entra nella sinagoga in giorno di sabato e comincia ad insegnare. Tra gli astanti vi è un uomo dalla mano paralizzata. I farisei e i dottori della Legge, adocchiano l'uomo bisognoso ed invece di averne pietà e desiderare vederlo guarito, spiano Gesù se per caso non lo guarisca in giorno di sabato. È una grande meschinità. Sembrano davvero non rendersi conto del potere che possiede Gesù di fronte alla sofferenza e si preoccupano semplicemente che egli trasgredisca almeno un piccolo precetto della Legge per poter far notare alla folla che Lui non è davvero così santo come si crede. Non solo... A loro, non importa proprio nulla della sofferenza degli altri. Ogni atto di Gesù è sempre vagliato, messo in discussione dai farisei, dagli scribi e dai dottori della Legge. Anche quando non fa miracoli ma semplicemente condivide momenti di agape fraterna con i peccatori, i farisei non perdono tempo a domandarsene il motivo. Gesù è veramente sorprendente: non teme di contaminarsi, non accetta una spiritualità (che poi spiritualità non è) puramente esterna. Egli induce a notare che non servono tanti atteggiamenti esteriori anche di pietà come può essere pregare ma sono quelli interiori che uniscono l'uomo a Dio. Dio non se ne fa nulla di sacrifici materiali, Lui che ha creato il cuore dell'uomo, desidera che questo gli sia ridonato puro.
La croce è una costante anche nel periodo di vita pubblica di Gesù, cioè nel periodo di massimo splendore della Sua vita. Osannato e criticato, Gesù con il solo fatto di esistere mette in discussione la parte più profonda dell'uomo.
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