martedì 5 luglio 2011

La paura

Ritornando al discorso dell'insicurezza, una delle emozioni derivante da essa è proprio la paura. L'uomo sente molto la sua precarietà, si sente in balia degli avvenimenti, dei sentimenti altrui, teme del suo destino. Ai tempi di Gesù, sicuramente avvertivano molto di più la precarietà: bastava poco per diventare poveri, in balia di una natura indomabile... La vita era davvero appesa ad un filo molto molto sottile facile a spezzarsi. Adesso il tenore di vita è molto cambiato: affidati alla propria intelligenza e ai traguardi della scienza, l'umanità non sente più la morte così vicina come una volta. Tuttavia la situazione economica traballante, la grande crisi economica, le malattie sempre più gravi che rimangono degli arcani per la scienza, le varie carenze affettive sempre più pesanti e sofferte, comunicano all'uomo un'instabilità che lo tormenta. L'uomo senza Dio non può essere totalmente libero dalle proprie insicurezze. Ha provato a dominare il suo destino, a cercare d'imitare e di mettersi al posto del suo Creatore in modo stupido e illecito, ma, nonostante le grandi immoralità delle nuove scoperte scientifiche, non può dominare il suo destino, eliminando la morte, compagna assai scomoda. Voleva controllare la vita in modo totale, farsi giustizia da sé, ma i risultati non hanno portato di certo alla felicità, ma hanno gettato l'uomo in un ateismo insipido che gli toglie il respiro. In pratica si è messo in competizione con Dio. È diventato un antagonista di Dio, aiutante, forse inconsapevole, del diavolo... già, perché si sa che l'uomo moderno crede solamente a ciò che vede. Tutto ciò che è invisibile non è alla sua portata. L'uomo moderno vive soffocando l'uomo interiore e tutti i suoi moti. L'interno non conta più e quando esplode c'è sempre lo psicologo o psichiatra che aiuta con le sue medicine... ad ogni cosa c'è sempre una soluzione materiale, l'uomo interiore con tutte le sue esigenze va soffocato e, prima o poi esplode in atteggiamenti malsani e aggressivi. A tutto c'è una soluzione per l'uomo d'oggi. Una famiglia non ha figli? Ebbene, non c'è problema: comandiamo la sua nascita. Il malato è diventato troppo grave? Ebbene, non c'è problema... non facciamolo andare avanti, è solo un peso per lo stato, un peso economico che mette in pericolo il bilancio nazionale: sopprimiamolo accettando l'eutanasia! Una coppia non riesce ad andare d'accordo? Ebbene, non c'è problema, subito divorzio! Un assassino o delinquente dà fastidio alla società? Ebbene, non c'è problema... c'è la pena di morte che lo sopprime... Non si va fino in fondo, ogni problema ha una radice ma nessuno sembra farci caso, eppure se non si toglie la radice la pianta ricresce più forte di prima.
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