Quante volte ho ripetuto nei post precedenti che Gesù è venuto al mondo per amare, soprattutto i peccatori, i diseredati. Non ha avuto mai timore di sporcarsi le mani che hanno toccato e sanato ciò che tutti gli uomini dichiaravano immondo. Egli si compiace di riempire di sé le anime umili ma allontana da sé quelle superbe. E' vero che Dio ci ha dato i comandamenti a cui Gesù ha affiancato le beatitudini e quindi ci sono alcune regole da seguire ma è anche vero che Dio nei primi tre comandamenti, ci ha dato la chiave di lettura per leggere quelli che seguono: l'amore verso Dio e il prossimo. I comandamenti non servono per giudicare gli altri...e chi siamo noi? ...ma per svolgere un accurato esame di coscienza personale...Gli altri? Dobbiamo solamente pregare per loro: non non siamo Dio e non sappiamo ciò che passa nel cuore umano: Dobbiamo aver solamente misericordia e piegare le ginocchia di fronte a Dio.Ama e dentro il tuo cuore ci sarà un piccolo frammento dell'infinito di Dio, un piccolo specchio che rifletterà l'azzurro del cielo. Entra nella cella del tuo cuore e immergiti nel suo silenzio...Ascolta, parla il tuo Maestro! Colui che creò le imponenti montagne e il mare immenso...
venerdì 25 dicembre 2009
Non giudicare mai
Quante volte ho ripetuto nei post precedenti che Gesù è venuto al mondo per amare, soprattutto i peccatori, i diseredati. Non ha avuto mai timore di sporcarsi le mani che hanno toccato e sanato ciò che tutti gli uomini dichiaravano immondo. Egli si compiace di riempire di sé le anime umili ma allontana da sé quelle superbe. E' vero che Dio ci ha dato i comandamenti a cui Gesù ha affiancato le beatitudini e quindi ci sono alcune regole da seguire ma è anche vero che Dio nei primi tre comandamenti, ci ha dato la chiave di lettura per leggere quelli che seguono: l'amore verso Dio e il prossimo. I comandamenti non servono per giudicare gli altri...e chi siamo noi? ...ma per svolgere un accurato esame di coscienza personale...Gli altri? Dobbiamo solamente pregare per loro: non non siamo Dio e non sappiamo ciò che passa nel cuore umano: Dobbiamo aver solamente misericordia e piegare le ginocchia di fronte a Dio.giovedì 24 dicembre 2009
Dio è mia luce e mia salvezza
Non so se avrò la forza d'inserire oggi questi due post nel blog, subito, perché ancora adesso sono confusa per le cose che ho letto stamattina. Avevo copiato quelli che avevo scritto ieri ma non avevo il coraggio di aggiungere quello che avevo scritto proprio stamattina. Mentre tutti pensano al Natale, alla gioia del Redentore, mi pareva stonato inserire un post in cui io parlavo di morte...anche se, (e non posso costringere il mio cuore a fare altrimenti), il mio pensiero dominante era quello...E proprio oggi riesco a cercare su internet la testimonianza di una certa Gloria Polo, colombiana, che mi aveva segnalato qualche mese fa una mia cara amica..Solo adesso riesco a farlo: nel mio animo succede la rivoluzione...Mi metto in discussione, comprendo anche che nella mia vita va cambiato quasi tutto. Non piango fisicamente, ma sento le lacrime della mia anima che lasciano in essa solchi profondi. Da sempre ho colloquiato con la morte, fin da quando ero piccola, è un dono del Signore e allora quell'abisso nero che pareva dover ingoiare la mia anima, si è trasformato in porta che accede all'eternità, alla luce. Le maschere non servono a nulla di fronte a Dio. Grazie Signore!Vigilia di Natale
E' la vigilia di Natale, non mi sembra. Nemmeno il mio spirito è in sintonia con il periodo liturgico che celebriamo. Mentre essa attende la gioia della nascita di Cristo, mi è più naturale meditare sulla morte, perciò non riesco a riempire l'altro blog. Sto in attonita attesa che la mia anima, invogliata dalle luci natalizie, si dia una vigorosa scrollata e si rimetta sui binari giusti...e mi accorgo che non dipende da me...Può darsi che a Pasqua riesca a pensare al Natale! Sfuggono i giorni... Penso alla massa della gente che in questi giorni si riversa sulle strade, grigia e triste come chi non sa aspettarsi nulla. Un gomitolo di pensieri, grigi come il cielo di questi giorni, senza sole ma senza nemmeno il biancore della neve...Ancora una volta Natale, in quest'inverno così incerto...I sogni si sono congelati, non ci sono più, cristallizzati a formare uno splendido quadro. Aiuta, o Gesù Bambino a far sognare questa umanità triste che percorre la via della vita senza trovarne un senso, ad attendere, ad amare...perché i sogni e le attese di bene non producono rumore ma riempiono il cuore e la vita.mercoledì 23 dicembre 2009
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Siamo un impasto di anima e corpo e quante volte il corpo, logorato dalla malattia impone i suoi ritmi, le sue esigenze ad un'anima che, come una farlfalla, vorrebbe rompere il suo bozzolo e fendere con le sue ali colorate l'azzurro del cielo... E mentre sogna un destino di cielo ed eternità, è come una bambola di pezza, così vuota, senza alcun sostegno e già, scordantesi della luce, vede solo la morte e come essa smonterà il suo corpo...Hai sempre sognato l'eternità, hai desiderato la luce...ma ti aspettano le ombre scure, vischiose della morte, quella spirale che ingoierà la tua anima, le farà ingoiare il marrone della terra...
Ma credo, Signore...Penso al viso così bello della Madonna, ma mi appare come un volto di fumo che la mano altera e la fa scomparire nel buio. Non è che fumo e ciò che a quei tempi era la mia forza è il mio tormento...Ho immaginato tutto, io che sono solo polvere, io che ho anelato alla luce, sono solo sabbia perduta negli abissi.
Hai pensato di toccare il cielo con la tua malattia ed invece ti ho fatto vedere che questa ti può trascinare nel baratro della tue miserie. Soffri ogni giorno, erediterai il buio della notte, un buco nero nello spazio della tua anima...
Ma io non mi sorprendo, cerco di credere...credo...Le tenebre delle mie miserie fanno bene ad umiliari il mio "io" anche se fa male e geme. Ha fatto bene la mia malattia a mostrarmi quello che veramente sono. Ciò che voglio celebrare nella profondità della mia anima non è la perfezione di questa, ma la misericordia di Dio.
Giornata strana...
Dopo la giornata lacrimosa, ecco che ne segue una un poco strana...Quelle giornate in cui cerchi di fare nel migliore modo le cose ed invece si combinano i migliori guai di questo mondo! Quelle giornate in cui vorresti chissà che cosa ed invece ti accorgi che quello che desideravi era solo un té caldo, vedere il suo fumo danzare lentamente come una piccola nube che osa sfidare il sole, o come il vapore del fiato quando l'aria è molto fredda e umida...Come si è strani talvolta...esploratori, cercatori di sentimenti ed emozioni ma tenuti a galla dal piattume e dall'abitudinarietà. Qualcosa di speciale dev'essere nascosto in questa sabbia grigia che confonde i miei giorni... qualche volta desidero sprofondarmi nel silenzio del mio cuore, ascoltare attentamente la mia anima ed il suo respiro. Vorrei gettare il mio cuore verso il cielo, per vedere scintillare il grigio della sabbia alla luce del sole...ma essa ricade pesantemente, attratta dalla terra, smette di brillare e viene portata via dalle onde del mare. Si mischia all'altra sabbia e scende negli abissi e sprofonda nel buio più fitto.martedì 22 dicembre 2009
Giornata lacrimosa
Che giornata lacrimosa! Così bagnata che l'asfalto sembra un lago. E' davvero cupo il cielo, cinerino, sembra non voler più lasciare alcun spiraglio alla luce del sole rimasto ingabbiato tra l'azzurro e la patina scura delle nubi. Per quest'anno la scola è finita, riaprirà i battenti nel nuovo anno, il 2010. Queste giornate imbronciate si alternano a quelle illuminate da un sole dirompente, che accendono di fuoco i giorni invernali. E' la mia stagione preferita...mi piace sentire il fiato caldo dei termosifoni accarezzarmi il viso mentre contemplo quel paesaggio velato di malinconia mentre affonda nel viola della notte e le mani scheletrite degli alberi diventano sempre più scure...E non nemmeno io se gettarmi nel dedalo dei miei ricordi, lasciarmi accarezzare dalla loro malinconia o nostalgia, incerta, in quel corridoio, se oltrepassare la soglia dell'uno o dell'altro sentimento. Non so nemmeno io...Sto incerta, impalata in quel corridoio e forse non varcherò la soglia di nessuno dei due sentimenti. Mi piace sentire le loro dita leggere sfiorare la mia mente e mi accorgo che la porta di accesso in quel corridoio sono state alcune riflessioni profonda sulla vita. Sento il mio cuore il passo felpato delle mie emozioni che fanno rumore nei miei pomeriggi affondati ormai nel mare del silenzio. Vorrei affrontare con forza quel destino dell'uomo, quel passaggio alla vera vita...L'insegnamento
Sto leggendo un libro che tratta dell'insegnamento e delle sue problematiche. L'autore parte dalla sua esperienza come studente e racconta poi come è giunto alla pratica del mestiere dell'insegnante. Inutile dire che anch'io sono tornata indietro nei panni della studentessa delle scuole medie. Come forse ho raccontato già, ho avuto gli stessi insegnanti di mia sorella, tranne due o tre...Veramente la scuola ha avuto una certa importanza nella mia vita, ma non intesa come apprendimento di nozioni o nella sua struttura di interrogazioni e compiti in classe. No, la scuola ha avuto un'importanza strategica nell'intessere rapporti umani, anche con l'adulto. Quello per me era importante. Dicono che è brutto avere gli stessi insegnanti che ha avuto la sorella maggiore perché inevitabilmente, essi ci confrontano con loro...Questo valeva per me ed anche per alcune mie compagne...Soprattutto una...con cui condividevo il banco: S. Allora come adesso, se scoppiavo a ridere non c'era nulla da fare, nessuno mi poteva fermare. La mia compagna, molto timida..ahimé, rischiava di essere trascinata dal mio cattivo esempio...Devo dire che sono un'insegnante faceva continuamente confronti fra noi e le nostre sorelle...quella di matematica...Era già di una certa età e i cinque anni che separavano me e mia sorella, non l'avevano cambiata: le labbra erano colorate di un rosso acceso; le ciglia rifinite con il rimmel si aprivano e chiudevano su degli occhi azzurro pallido, alta, magra... Camminava ancora partendo da destra verso sinistra e da sinistra verso destra, oscillando pericolosamente sui tacchi vertiginosamente alti...Mia sorella dopo le medie aveva cominciato a frequentare il liceo scientifico. Io avevo già chiaro in mente ciò che avrei fatto nella mia vita: volevo diventare infermiera o assistente sociale o...se nel frattempo inserivano anche a Genova l'università di psicologia, avrei frequentato con passione quella. Non avevo la minima intenzione di seguire le orme di mia sorella e rinchiudermi in una scialba e fredda università di fisica, pur avendo propensione con i numeri i quali mi affascinavano, ma mai quanto il contatto umano e l'interiorità. Di matematica ero brava ma quando la prof. di matematica disse questa frase, ondeggiando paurosamente sui tacchi, si riferiva al comportamento: "Le vostre sorelle erano molto più buone di voi!" e ci puntò il dito accusatore ornato di un'unghia smaltata. Io smisi per rispetto di ridere, anche se non riuscii a soffocare del tutto il sorriso e il suo dito accusatore si fermò sotto il mio naso, perché la mia compagna aveva già capito l'antifona e, abbassando lo sguardo, stava già per piangere. Della sua minaccia e confronto me ne feci un baffo: sapevo benissimo di essere diversa da mia sorella che aveva interessi femminili come mia mamma, mentre io preferivo passare le mie giornate, palleggiando, andando in bici, e così via...E quindi non seppi soffocare del tutto il mio riso...Bhe, forse aveva ragione questa mia prof perché mentre mia sorella continuò nelle superiori ad avere 9 o 10 in condotta, io ebbi per tutti i quattro anni, appena un 8 stiracchiato.Questa frase, però decretò tante cose: la prima l'allontanamento di questa mia amica per paura del mio contagio e la seconda la mia consapevolezza di essere realmente diversa da mia sorella e quindi la rinuncia da parte di mamma di femminilizzarmi a tutti i costi. Ero una frana ad andare con i pattini, non avevo grazia in ginnastica artistica, ma sapevo fare goal alla perfezione...passo da bersagliere, insomma, come diceva il famoso don Natta, cappellano dell'Andrea Doria e che di militari se ne intendeva.
Soltanto per il primo quadrimestre del primo anno dell'Istituto Magistrale riuscii a conservare 9 di condotta e fu anche il miracolo più grande perché in realtà ero riuscita a malapena a fuggire ad una minaccia questa da parte di una prof di francese che mi beccò mentre stavo disegnando, come un novello Strozzi, la sua caricatura!!! Ma non potevano far nulla: avevo un 10 tondo di matematica, un 8 d'italiano e latino...
Non mi sono mai preoccupata di apparire buona e a lasciare l'esuberanza fuori dalla porta, ma qualche volta desideravo quel dieci di condotta che fu assegnato a qualcuno...
Non mi scorderò mai una mia insegnante fiorentina, madre di Enrico Ghezzi, che scrisse anche un libro sul nostro conto, che cominciava a spiegare il Padre Dante in corridoio. Ho incontrato la mia prof d'italiano, già suora, ed esclamò: "Tu sei sempre stata brava in italiano!" L'abito aveva cancellato d'un colpo il mio 8 stiracchiato di condotta.
sabato 19 dicembre 2009
venerdì 18 dicembre 2009
La speranza
Oggi è una giornata molto fredda. L'oro del sole sembra raggelarsi, appeso ai rami spogli, indugiante sul verde smeraldo dei prati, brillante sulle facciate delle case. Natale, presto sarà Natale: il giorno si accende di meraviglia nuova, ma chissà per quante persone, sarà un Natale triste...E' la notte in cui accadono i miracoli e tutto sembra possibile...Perché tanti anni fa Dio, l'Eterno, è sceso dal cielo e ha preso un corpo. Che meraviglia! Stupiamoci sempre dinanzi a questo mistero così grande!Egli viene a donarci la pace e, quanto abbiamo ancora bisogno di pace!Questo mondo grondante sangue e odio...E' difficile costruire la pace che esige un rinnegamento completo. La gioia e la pace sono entrate nel mondo.Anche la città, come tutti gli anni, sta mutando volto. S'intravede pure qui, in periferia. La mattina, ancora avvolta dal mantello scuro della notte, si tinge di meraviglia nuova. Ecco che nel silenzio, appaiono alcune luci che fendono il buio con i loro colori sgargianti e trasformano i palazzi in casette del presepio. Fanno un certo effetto...Vederle affiorare dal mare vischioso della notte. Rifletto che effettivamente dovrebbero diventare davvero come le casette del presepio, tutte tese in attesa del grande evento della nascita di Cristo.
Com'è difficile però, rompere la tela dl proprio egoismo!Così come Dio, per salvarci ha squarciato il velo del cielo, stravolto le barriere del tempo e della natura, pure noi dobbiamo infrangere il nostro egoismo.
La speranza rompe le leggi del tempo, rende possibile ciò che sembra impossibile, colorare il grigiore della quotidianità, irrompere nel mondo e laddove sembra un arido deserto, far nascer fiori profumati.
Essa supera i confini ristretti della mentalità umana e introduce nel pensiero e nell'amore di Dio.
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