mercoledì 1 luglio 2026

In cerca del proprio credo

Parlando con la gente, ciò che spesso emerge è uno smarrimento interiore non indifferente, sebbene rimanga il grande desiderio che esista un aldilà.

Spesso non credono in Gesù, ritengono di essere più evoluti perché ormai nel 2026 non si può credere a qualcosa che non vedi... Allora si buttano nella vita terrena, nelle cose che passano, nel godere l'istante senza pensare alle conseguenze. La loro moralità è spesso dettata dalla coscienza e da ciò che vorrebbero gli altri facessero a loro. Questa è in realtà la mentalità cristiana, ma ovviamente non abbracciano la religione cattolica perché essa irrompe nella loro storia nel loro quieto vivere, sradicando e indicando immorali, cose che a loro producono piacere. Da qui l'accusa, non solamente legata a questo, di bigottismo. Come ho spesso detto, quel "Ma io vi dico" indicato da Gesù nel Vangelo rispetto ai Comandamenti, è molto impegnativo. Sovente tale stile di vita è indicato come retrogrado perché limitante della propria libertà. Il concetto di libertà oggi è spesso egoista, non considera il punto di vista di ogni essere vivente, si limita al voler fare ciò che si vuole mascherandolo per un bene, che poi è solamente un bene apparente. Se parli con loro, ci si accorge che questa loro libertà li hanno portati a una condizione problematica, a situazioni con conseguenze gravi per loro stessi e per chi sta accanto. Se parli con loro hanno bisogno di sostegno, di essere accompagnati da qualcuno, generalmente uno psicologo, perché, impegnati nelle cose terrene, in fondo in fondo, sono insoddisfatti... e poi magari sono proprio loro che criticano il Sacramento della Riconciliazione.
Ci sono poi coloro che vanno oltre le apparenze, amareggiati dagli atteggiamenti della Chiesa, che credono nella vita eterna... ma sempre di più nella reincarnazione e deridono l'esistenza di un paradiso e un inferno. C'è una ricerca profonda in queste persone e sicuramente sono più disposte all'ascolto della Parola di Dio. La loro anima è un buon terreno, forse pronto a accogliere la rugiada dell'amore di Dio. 
La posizione più pericolosa forse è proprio quella dei cosiddetti praticanti che hanno il piede in due scarpe: i primi che frequentano la Chiesa, ma sono pronti ad appoggiare partiti o visioni troppo aperte, scordando che, in certi momenti, tenere troppo la porta spalancata, soprattutto di notte quando non si vede bene, è pericoloso perché possono entrare animali o persone che sembrano innocue, ma poi sono pericolosissime;
I secondi quelli che sono troppo rigidi nella morale e che considerano solamente il rapporto verticale con Dio e non quello orizzontale con i fratelli, escludendoli automaticamente e di fatto isolandosi sempre di più... rischiando di pensare di essere a posto, ma a posto non sono perché la fede si vede dalle opere non isolandosi... sono i farisei di oggi che non si mettono in discussione e criticano inconsapevolmente tutto e tutti.

Cristiano cattolico?

Poco tempo fa mi sono imbattuta in un post di un "protestante" che ordinava categoricamente di non fare la Comunione e la Cresima. Leggendo il post aperto a tutti, ci si accorgeva subito che c'era tanto astio verso la Chiesa Cattolica, davvero tanto che l'autore ha pensato bene di bloccare i commenti perché tanti cattolici esprimevano il loro pensiero. La cosa che mi ha particolarmente colpito, è proprio la contraddizione in cui era caduto: solo Dio, Gesù, era perfetto, la Chiesa Cattolica che crede alla sua costruzione su una parola di Gesù rivolta a Pietro, era in flagrante errore. Ma... perché? La cosa bella del cattolicesimo è proprio questo!
Il Cattolico è consapevole che l'umanità è fallibile, è debole ed è una cosa straordinaria che Dio abbia affidato a un uomo, Pietro, la guida della sua Chiesa: questo sta a dimostrare sì che l'uomo ha bisogno del sostegno di Dio in continuazione, ma anche che Dio può fare grandi cose partendo proprio dalla nostra pochezza e inconsistenza. È singolare anche che la scelta sia caduta proprio su Pietro che lo ha rinnegato più volte e non su Giovanni che si sentiva tanto amato ed era il più giovane dei 12 e quindi, secondo la mentalità ebraica con meno peccati degli altri. Attraverso la scelta dell'uomo a guida della Chiesa, Dio dimostra di essere il Signore della Storia, dimostra chiaramente che può fare grandi cose nonostante il nostro peccato, i nostri tradimenti. Il Cattolicesimo è testimone dell'amore di Dio incondizionato per l'uomo, che si china sulla sofferenza spirituale e fisica,  che non pensa che debba fare tutto lui, ma che rende partecipe il Suo Creato al suo immenso disegno d'amore. Allora, in quest'ottica, Dio manda gli uomini e le donne del suo tempo ad annunciare il Vangelo, a celebrare il memoriale della sua Pasqua, solamente perché Dio ha creato l'umanità e la terra attraverso lo Spirito Santo  per amore. Questo amore non può rimanere chiuso in se stesso, ma si dona, rendendo anche l'uomo capace di fare grandi cose... È un amore che coinvolge, che dona libertà. In quest'ottica si comprende il Sacramento dell'Eucaristia, della Cresima e quello più difficile della Riconciliazione. Senz'altro è difficile confessare a un uomo i propri peccati, ma è altrettanto bello il momento in cui il Sacerdote pronuncia l'assoluzione. Attraverso quelle parole, l'amore di Dio e il Suo perdono diventano tangibili. Chi pensa di confessare direttamente a Dio i suoi peccati, si perde quelle dolcissime parole che lo assolvono da tutti i suoi peccati.