giovedì 22 settembre 2016

Domande

Essere cristiani? Ok! Ma come? E per di più come cristiani cattolici? 
Poi i vari interrogativi, con un certo peso, un enorme peso...
Perché quelli che vanno in chiesa e pregano sono peggio di quelli che non credono?
Una domanda sicuramente corposa che non può essere liquidata, forse, con una sola frase o un ragionamento. Cerchiamo tuttavia di rispondere, anche se chi vorrà essere scettico lo sarà comunque anche se Cristo stesso venisse a spiegare il catechismo e il perché esista una Chiesa con determinate idee.

Il fulcro della vita cristiana cattolica è l' Eucaristia. Non si scampa. Perché? La risposta non potrebbe essere più semplice: l'Eucaristia è il Corpo stesso di Cristo, chi non si nutre di Lui non potrà mai assimilare la sua Vita. Se uno si dichiara cristiano cattolico, non può fare a meno di sostare davanti all'Eucaristia e soprattutto nutrirsi di Essa. Da questo scaturisce però un altro problema non da meno ai giorni nostri.
Mentre prima del Concilio Vaticano II l'Eucaristia si riceveva di rado, troppo di rado, con un timore esagerato di cadere nel vilipendio nei confronti del Santissimo Sacramento (era il confessore che decretava se si poteva ricevere l'Eucaristia e quante volte), adesso si vedono i confessionali vuoti e lunghe file a ricevere la Comunione. NON È UNA PANETTERIA!!! non possiamo ricevere la Comunione quando ci pare e piace, dopo magari anni che non si mette il piede in confessionale, con dei grandi peccati mortali che offuscano l'anima! Lo dice la stessa Sacra Scrittura: chi mangia il Corpo e beve il Sangue di Cristo indegnamente, mangia e beve la sua condanna. 
Ed è conducendo una vera vita cristiana che si sente più il bisogno che il dovere di ricevere il Corpo di Cristo. Non tentiamo di ingannarlo... Che non ci troviamo a combattere contro Dio stesso, prenderlo in giro sarebbe lo sbaglio più grande della nostra vita. Per cui, solamente con una vita sempre più impegnata, potremmo dare a Gesù tutta la nostra vita, non possiamo invertire il percorso, anche se ci sono delle eccezioni, sono per lo più rare. Il momento della conversione, il momento in cui si incontra veramente Cristo, deve assolutamente esserci. Se non c'è si prende in giro Dio e non è proprio il caso, visto che Lui ha il potere nelle sue mani delle nostre vite.
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Gli ideali della Chiesa sono racchiusi nel Vangelo. Nessuno dice che la Chiesa non abbia commesso sbagli o che non li commetta, tuttavia essere parte di essa è una grazia enorme, perché il suo capo rimane Cristo.   

“Chi va in chiesa è peggio di chi non ci va.”
Può darsi, anzi tante volte è vero, ma è tanto triste. Perché succede questo? 
Succede perché non vedendo più in noi peccati veramente gravi, ci sentiamo in dovere di criticare gli altri, di guardarli dall'alto in basso, proprio come i farisei: più si è impegnati nella chiesa, più vi è questo rischio tremendo. Un rischio tremendo, immenso perché si scorda qual è il cuore pulsante della Chiesa: l' Amore e con esso la misericordia. Chi conosce la propria debolezza e miseria, sa bene che non è facile essere sempre ligi. Ciò non vale solo per noi stessi, ma anche per gli altri. Quindi non dovremmo stupirci se gli altri cadono nel peccato. “A chi si perdona molto, molto ama” afferma Gesù. Ed è vero. La grazia del perdono deve essere tangibile per l'anima. 
È possibile che il cristiano impegnato abbia dimenticato un altro punto focale: tutto è dono, anche il fatto di non cadere nel peccato. Se Dio permette che si cada, è perché vuole riportare il cuore dell'uomo al senso vero del suo Amore. Già, perché troppe volte si parla di vita cristiana santa come di perfezione intendendo un'anima senza difetti. Non è così, siamo tutti deboli, fragili, nessuno, nemmeno i santi, è perfetto. La perfezione cristiana sta nell'amare Dio. Chi ha veramente incontrato l'amore di Dio, desidera appartenergli per sempre e ogni istante della sua vita risplende del suo amore. Il cuore rimane per sempre Suo. 
Siamo tutti inesperti nella vita. La vita è un banco di prova serio e noi siamo sempre come bambini che muovono i primi passi. Siamo soggetti alle cadute, ci possiamo fare male, pure seriamente, ma se abbiamo sempre la forza di ritornare fra le braccia del Padre, sarà molto semplice.
Quelli che non vanno in chiesa sono migliori quando vivono il sacramento dell'amore, quello vero con i fratelli. Senza questo amore, è un po' grama la cosa. 
Maria Simma raccontò di un giovane che era morto e che non era molto credente, né praticante. La mamma, una buona cristiana, era preoccupatissima per le sorti dell'anima del suo figliolo. Si rivolse quindi a Maria Simma che, come sappiamo vedeva le anime del purgatorio. Il giovane apparve alla mistica e le disse che era salvo perché era morto salvando una vita. L'amore, quello vero, è sacramento dell'amore di Dio ed è strada sicura verso il paradiso... Ma chi cerca di vivere l'amore seriamente, sa come sia difficile abbandonati alle nostre flebili forze...
Per cui non alziamo le nostre creste: essere cristiane è solamente un dono di Dio, sì, un privilegio, ma non datoci per i nostri meriti. Nessuno è privilegiato. A tutti è concesso l'amore di Dio come dono, non ci sono cristiani di serie A (sacerdoti, consacrati)  e B(tutti gli altri), ma solo ministeri diversi: tutti non possono essere cervello, cuore... alcuni dovranno essere le mani, i piedi. Il corpo è importante nella sua integrità. 

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