domenica 16 gennaio 2011

La preghiera e l'umiltà

"La preghiera si fonda sull'umiltà ". La vera preghiera si fonda sull'umiltà, non tanto perché ci riteniamo peccatori, ma perché si basa sul silenzio interiore. Bisogna sapersi svuotare di sé e preparare l'anima all'ascolto. Fare silenzio significa far tacere tutte le passioni ed immergersi in Dio, nell'acqua cristallina del suo amore. E' un esercizio molto difficile durante il quale spesso subiamo gli assalti delle nostre preoccupazioni, dei nostri sentimenti, ma poi, quando si sperimenta la vera preghiera, la contemplazione, non vorremmo mai smettere. Più si prega, più si desidera pregare. Quanto fanno male all'anima quelle preghiere recitate e non rese nostre! Sono alla pari delle filastrocche infantili. E purtroppo è un rischio che l'uomo corre, incline com'è all'abitudinarietà, svuotando così della loro essenza ciò che davanti a Dio è una perla...Intendo dire che non bisogna svuotare della sua essenza una preghiera che può diventare meccanica quale può essere il Rosario. Nella preghiera personale non si può riempire sempre il silenzio con Rosari e letture: in tal modo escludiamo un tipo di preghiera che più ci avvicina a Dio, quella di adorazione e contemplazione...
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