martedì 1 luglio 2014

La Chiesa


Il Vangelo di oggi ci presentava l'episodio della tempesta sedata. Questo mi ha indotto a riflettere sul momento che sta vivendo attualmente la Chiesa e ai tanti, inevitabili, interrogativi che ne sono nati.

Gesù è sulla barca con i discepoli, quando si scatena una tempesta furiosa che minaccia di affondarla. Apparentemente Gesù non si accorge di ciò che sta accadendo e non interviene, anzi, dorme. I discepoli sono costernati: la barca può essere travolta dai marosi e capovolta dal vento e il loro maestro dorme tranquillamente senza accorgersi di nulla e senza intervenire a loro favore. Molto probabilmente i discepoli non si aspettavano che lui sgridasse gli elementi e li calmasse da quanto emerge poi nel momento in cui Gesù interviene a sedare la tempesta. Si aspettavano forse che lui li aiutasse a governare la barca o tanto meno si preoccupasse della sua stessa sorte. I discepoli lo svegliano e, finalmente, Lui interviene sedando addirittura la tempesta. Ciò fa scalpore: in quel momento i discepoli si accorgono che Lui è davvero figlio di Dio. Perché? Siamo abituati a leggere e rileggere questo brano con la spiegazione già pronta senza andare a fondo sull'avvenimento di quel momento e alla sua importanza. L'avere la riflessione già pronta va bene fino a un certo punto, perché non ci permette di far nascere nel nostro spirito considerazioni prettamente nostre.

Chi comanda appartiene senz'altro a un gradino più in alto di chi è comandato. Ciò vale nell'ambito dei rapporti interpersonali, ma quando si tratta di elementi naturali, nessuno di noi può comandare! Chi ha comandato la natura in quel momento, sta in un gradino più su della natura stessa e chi... se non Dio stesso che l'ha creata? Ne conviene quindi che Gesù era Dio stesso.

Calare questo nella nostra realtà ecclesiale, significa non aver timore: Dio guida la Chiesa nonostante gli scossoni davvero energici dell'incuria degli elementi. Lui può placare gli elementi proprio nel momento in cui sembra che questi abbiano il sopravvento sul bene. Tale considerazione ha una netta importanza nel momento storico che stiamo vivendo: la figura carismatica di papa Francesco suscita nei cristiani cattolici e non solo, numerosi interrogativi, talvolta sconvolgenti e drammatici. Chi sta guidando la Chiesa? La novità fa sempre paura. Pensiamo solamente alla figura di Giovanni Paolo II. Agli inizi della sua elezione gli interrogativi erano molti. La svolta annunciata da Giovanni XXIII, continuata da Paolo VI, stava trovando la sua definizione in Giovanni Paolo II, un papa non italiano salito al soglio pontificio in uno dei tanti momenti delicati della nostra Patria, gli anni '70. Il cambiamento spaventa... e se in taluni casi Dio ha permesso che salissero al comando anche persone non scelte da Lui stesso, è pur vero che la figura del Papa ha il suo sostegno e aiuto. In passato, infatti, sono saliti al soglio Pontificio, papi che per il loro curriculum vitæ, non dovrebbero essere nemmeno chiamati cristiani. Spesso Dio permette che a capo di grandi opere volute da Lui salgano dei perfetti incompetenti: questo non perché voglia distruggere la sua opera, ma per dimostrare che è lui che agisce nella storia e che, nonostante ci sia la cattiveria umana, il bene trionfa sempre. Faranno dei danni? Enormi... Soprattutto nelle coscienze umane, però la storia ha dimostrato benissimo che i papi non cristiani, non hanno mai potuto affermare qualcosa contrario alla dottrina cristiana. Dio non glielo ha mai permesso! È motivo di consolazione, che ci fa rendere conto che non ci accadrà nulla di male.

Certo, è ovvio che tale considerazione fomenta numerosi quesiti. Perché Dio permette che alcune persone incompetenti e non spirituali, non portate alla preghiera ma ambiziose e prepotenti ottengano posti importanti? Numerosi santi carismatici hanno raccontato che nelle elezioni dei Responsabili di Congregazioni, maschili e femminili, lo Spirito Santo sia centrato poco o niente e che sia entrata in gioco la sete di potere. Parlo di ciò anche in relazione al post precedente nel quale ho riportato alcune considerazioni del demonio riguardo al Concilio Vaticano II. Sono cose che danno i brividi e davvero scuotono la fede del più profondo cattolico e possono generare dei dubbi spaventosi e ancor più smarrimento che può portare alla mancanza di fede e al conseguente allontanamento della persona dalla Chiesa, intesa come istituzione... e il demonio qui ha la sua vittoria: fuori dalla Chiesa difficilmente si trova la salvezza. Dio in questo modo vaglia la Chiesa. “Nonostante ci sia quella persona incompetente alla quale permetto anche di fare del male, credi che non ti lascerò affondare ma che ti darò il mio sostegno e userò tutto questo per il tuo bene?”

Non è una storia lontana dalla Bibbia. Il santo Giobbe ci offre questo esempio. Dio permette che sia tentato da satana. Permette che gli accada di tutto di più, fino a portarlo all'esasperazione. In lui non c'è colpa.

Ecco perché Dio permette anche delle cose che non vengono da Lui, che le persone sbaglino le loro scelte! Questo non ci deve scandalizzare quindi, sul fatto che l'insegnamento del Concilio Vaticano II sia stato ampiamente travisato, senza considerare affatto gli effetti devastanti che hanno avuto sulla fede del popolo nell'Eucaristia... Non tutte le nostre scelte vengono da Dio...
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