martedì 6 aprile 2010

IL VENERDI' SANTO...LA RESURREZIONE

Spesso, soprattutto nelle omelie, si sente parlare dei "venerdì santo" della nostra vita. E' vero, tanti di noi hanno subito il tradimento, l'abbandono da parte degli amici più cari, la sofferenza fisica intensa, o conosciamo persone che lo hanno vissuto.E...saremmo tentati di affermare, come ho visto in alcuni commenti, che Gesù non è il solo innocente che ha sofferto...e guardando alla sofferenza della Madonna, che ci sono tante mamme che hanno perso il loro figlio..
Abbiamo avuto tanti venerdì santi nella nostra vita, ma quello di Gesù era IL VENERDI' SANTO. Non possiamo affermare, nemmeno se fossimo santi da canonizzare, di non avere nella coscienza alcun peccato. Tanti venerdì santi, sono conseguenza, se guardiamo bene, di errori, forse piccoli... E se non lo sono per conseguenza diretta, non possiamo di certo "scagliare la prima pietra" contro gli altri "perché siamo senza peccato". Associando i nostri venerdì santi a quello di Gesù, possiamo anche noi partecipare all'opera della Redenzione. Gesù viveva già nel venerdì santo la Resurrezione, che si poteva contemplare nella Sua mitezza e nel Suo silenzio. In questo senso va detto: "Non fermatevi al Venerdì Santo": anche noi, nei nostri Venerdì santi, dobbiamo far trapelare la Resurrezione ma, purtroppo, la fede non riesce a squarciare il velo della nostra sofferenza e tutto ciò che potrebbe essere causa di redenzione, diventa solamente, causa di lamentazione e di un rosario di "non è giusto".
I nostri venerdì santi hanno significato solamente se visti attraverso IL VENERDI' SANTO, quello per eccellenza...
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