Ultimamente sono sommersa da notizie della morte di persone che conosco. Sembra tutto un caso, ma non è così. Spesso, nella mia solitudine, mi sono ritrovata a pensare alla morte, al senso profondo della vita e di conseguenza all'importanza delle cose che contano veramente. Come sovente ho detto, è il nostro rapporto con la morte che traccia il cammino della vita terrena, ma ci sono momenti forti, tangibili, in cui la nostra mente è portata a pensarci in modo più serio, più insistente. Volere o non volere la mente accarezza quel pensiero.
Personalmente non mi dà angoscia, certamente mi suscita una mestizia impalpabile, quasi eterea. Capisco fortemente che ogni attimo della vita è fondamentale e che siamo destinati a salutare tante persone, se non siamo chiamati noi stessi ad affrontare il grande passo. Io non credo che un ateo non si ponga domande sulla morte o che sia soddisfatto a ricondurre tutto sul piano scientifico. Il fatto è che se una persona si accontenta di risposte lapidarie, ha una certa superficialità: se provi ad entrare nel mistero della morte, non puoi uscirne indifferente, qualcosa ti mozza il respiro, le domande s'affollano nel cervello e qualche volta ti stordiscono. Non ho dubbi nell'affermare che è meglio uscirne depressi piuttosto che indifferenti e con una risposta superba. La depressione che ne deriva, è perché la persona ha una profondità unica, un'intelligenza fine che sa andare oltre all'apparenza. Al contrario una persona che ne esce con una risposta secca scientifica, ancor peggio derisoria nei confronti di chi crede nella vita eterna, è davvero superficiale. Sicuramente poi subentra il discorso della fede che salva dalla depressione, ma è anche da dire che la fede è un dono e, una volta ricevuto, va curato con amore affinché cresca rigoglioso. La fede cambia la disperazione in gioia lo afferma anche la Bibbia: "Hai mutato il mio lamento in danza,
la mia veste di sacco in abito di gioia,
perché io possa cantare senza posa.
Signore, mio Dio, ti loderò per sempre.". Questo diventa tale se una persona ascolta nel silenzio del suo cuore e, cercando la Presenza di Dio, si mette in atteggiamento di umiltà e preghiera. Dio si renderà manifesto a chi ha il cuore aperto al suo volere e gli donerà la gioia.
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