sabato 21 novembre 2015

Novembre, mese dei morti


Siamo nel mese di novembre ed è normale pensare alla morte, dei nostri cari ma anche nostra. Quando camminiamo attraverso il cimitero, sul marmo delle tombe, vediamo tanti volti, tanti nomi e cognomi, tante date. Scorrono davanti al nostro sguardo, a volte anonimi, a volte conosciuti, a volte cari. Dietro quel volto c'è una storia, si sono intrecciate speranze, gioie e dolori. Non si è cancellato quel volto, anche se in vita non potremo più vederlo accanto a noi ed è una strana sensazione, una sensazione che ci turba. Non può essere, non è naturale. Quel volto non lo vedremo più in questa vita e spesso ci dimentichiamo che pure noi, un giorno, finiremo là, dove giace il nostro caro. Impressionante. Se davvero soffermiamo seriamente i nostri pensieri su questo, senza una fede, senza un credo, rischiamo di impazzire. Non basta che i nostri cari vivano nei nostri ricordi, desideriamo di più, anche per noi stessi, per il nostro futuro. È difficile accettare che la nostra vita sia cancellata in un istante. 

Se si guardano certe tombe, come tante volte ho detto, viene da riflettere su come i vivi hanno provveduto a far vedere l'onorificenza ottenuta in vita dalla salma: “cavaliere, ingegnere...”... questo fa sorridere, perché la morte spoglia la persona di tutti questi orpelli e rende il corpo  di tutti, indistintamente, polvere... non vi è alcuna differenza. La morte e la corruzione, hanno tale potere sul nostro corpo. Rimarrà solamente ciò che di buono abbiamo fatto in vita.  
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