mercoledì 9 ottobre 2013

I dieci Comandamenti

Si pensa che i Dieci Comandamenti siano gravosi perché limitano la libertà dell'uomo, eppure sono inscritti nel suo cuore più di quanto si possa pensare. Fuori di essi c'è disordine e sofferenza, pur senza volerlo. Ciò che li rese gravosi ai tempi di Gesù, erano i tanti codicilli che li accompagnavano e che erano in verità opera e pensiero dell'uomo. Gesù era molto severo riguardo a questo. I Farisei dimenticavano che i Comandamenti più importanti che sintetizzavano gli altri erano questi: Ama Dio con tutto il cuore, la mente e le tue forze e il prossimo tuo come te stesso.
Amare sinceramente il prossimo dipende sicuramente da come si ama Dio. Se si ama tanto una persona si tende a pensarla sempre, a farla diventare il vertice su cui si basano tutte le altre scelte, si desidera condividere la propria vita, le proprie emozioni, i momenti di silenzio e a prenderla come modello. Così dovrebbe accadere ad ogni cristiano. Amare Dio intensamente non è per pochi. Nell'Antico Testamento si alternano momenti drammatici, di fedeltà e tradimento, di passione per il servizio di Dio e cadute nell'abiezione più totale. Il filo conduttore, però, rimane sempre l'amore e la fedeltà di Dio verso un popolo che talvolta lo tradisce, che pecca gravemente ma che poi ritorna sanguinante. La vita degli Ebrei era basata sull'amore di Dio, non si può negare: agli inizi il loro governo era teocratico. Tutti erano religiosi, nessuno poteva escludere Dio dalla propria vita. Gesù non abolisce sicuramente i Dieci Comandamenti ma li completa, li scrive nel suo cuore e cancella il peccato dell'uomo, gli apre le porte del Paradiso, non più quello terrestre, ma quello della piena comunione con Dio. Sono scomodi, eppure delineano la strada che porta alla vera gioia.
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