sabato 10 ottobre 2009

Ed il mio cuore...come un fiore

Ho espresso in poche parole alcuni momenti della mia vita trascorsa, vibranti, ancora vivi che suonano le corde più profonde de mio cuore e mi sono accorta che il mio cuore è ...come un fiore. E' sbocciato accarezzato dal sole della vita che, con il tepore dei suoi aurei raggi, l'ha aiutato ad aprire la sua corolla. Ed il mio cuore è come un fiore rorido che cerca ancora il tepore dei raggi del sole, ma anche il ristoro delle piogge benefiche.
Viaggia ancora la mia mente nel tempo e mi vedo ragazzina mentre passeggio per Corso Italia ed il globo infuocato del sole indugia sulla linea del'orizzonte, confine tra cielo e mare, insanguinando le acque. Ed ecco la gente si ferma incantata! E' una domenica tranquilla, assolata ma fredda. Sembrava che la luce stessa del sole sfiorasse i palazzi e là rimanesse congelata, cristallizzata, illuminando i colori dei muri e accendendo il verde delle piante come si fa con una lampada.
In corso Italia, alla Foce, si ci andava solamente per passeggiare, contemplare il mare, respirare di quell'aria salubre, inzuppata di iodio e salsedine che il vento portava, con il suo piglio gelido, deciso, invernale, gettava sul viso. E in quella domenica invernale, sferzata dalla gelida tramontana, la gente si fermò incantata di fronte a quel meraviglioso tramonto, sanguigno, che solo in Liguria si può contemplare. La gente si fermò incantata trattenendo il respiro...Persino i bambini smisero i loro giochi e contemplarono il sole che concludeva, coricandosi sulla linea dell'orizzonte, la sua lunga giornata durante la quale si era divertito sfidando la tramontana, ad illuminare gli spruzzi candidi del mare, le bancarelle tirate su alla bell'e meglio sulle piastrelle lungo il corso, la chiesa di sant'Antonio di Boccadasse.
Allora il cuore della città continuava a pulsare con il suo ritmo regolare mentre il buio avvolgeva ogni cosa, si posava sonnacchioso sul Ponte Monumentale, sull'acqua scrosciante della fontana di Piazza De Ferrari che, se potesse parlare, chissà cosa racconterebbe!

La musica mi trascina lontano da quel tempo e mi porta in una certa via, teatro di un'amicizia profonda anche se di tanto in tanto il tempo ha diviso le strade della nostra vita... I muri che hanno ascoltato questa stessa musica che ascolto adesso, potrebbero raccontare i nostri sogni, le nostre paure... Le svolte così decisive della nostra vita che a volte assumeva i toni del dramma o la sinfonia di una musica romantica...Oh sì, ma per quanto la vita rivestiva gli abiti del dramma, trovava spazio per lunghe risate che sapevano scherzare con la quotidianità.
E queste stesse note che ora ascolto, rimbalzavano tristemente sui monti del Righi che di sera sbiadivano e accompagnavano le mie pazze corse lungo la discesa che mi portava alla via centrale... Fuggivo il buio e la solitudine di quelle vie che si arrampicavano per i monti che pure facevano da raggera al mare.
Mi accorgo che parlare del cuore della mia città è come se parlassi del mio.
Quante speranze, quante attese!

Queste stesse note mi trasportano ancora... lontano...quando nel cuore stava sbocciando una vocazione particolare e, sola, passeggiavo per le strade del Righi, assaporando l'aria intrisa del profumo dell'erba fresca e delle ginestre in fiore... Queste note hanno accompagnato sempre sentimenti particolari...
Posta un commento