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Ama e dentro il tuo cuore ci sarà un piccolo frammento dell'infinito di Dio, un piccolo specchio che rifletterà l'azzurro del cielo. Entra nella cella del tuo cuore e immergiti nel suo silenzio...Ascolta, parla il tuo Maestro! Colui che creò le imponenti montagne e il mare immenso...
venerdì 23 ottobre 2009
Giornata piovosa
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mercoledì 21 ottobre 2009
martedì 20 ottobre 2009
lunedì 19 ottobre 2009
Nel deserto...
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Assetata, affamata...Oh Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco, ti te ha sete l'anima mia, a te anela la mia carne...
Il tuo silenzio è un deserto dorato, ulula il vento, la sua voce si fa sentire...ma non mi sento smarrita, vorrei solo comprendere le Tue parole, rivederti camminare, stare accanto agli infelici, gli ultimi della terra...
martedì 13 ottobre 2009
Nel silenzio, la preghiera
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Il figlio non si stanca mai di dire alla sua mamma quant'è bella e dolce e di starle vicino. Quante volte mi è capitato nei momenti di sofferenza forte di ricevere consolazione rimanendo vicino alla mamma senza aver la forza di raccontare il mio dolore ma traendo forza solo dalla sua presenza.
L'amore filiale va al di là di ogni discorso, di ogni ripetizione, esso si nutre di lunghi silenzi, di sguardi e sorrisi. E' questa la libertà di figli che Dio chiede a noi.
domenica 11 ottobre 2009
Il mare ci unisce e divide...
Ascolta...silenzio...
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Il sole benefico che la sta facendo crescere è anche la sofferenza.
In me sta avvenendo una metamorfosi così straordinaria che mi lascia con il fiato sospeso come quando ero adolescente ed attendevo il grande evento della vita che l'avrebbe colorata d'amore e di gioia.
Oh sì, straordinario! Questa nostalgia non è un contemplare il proprio ombelico ma è un integrare nella persona il presente con il passato per costruire un futuro consapevole. Ricordo che un certo filosofo affermava che il tempo presente non esiste e da una parte gli do ragione. Penso che l'attimo sia fuggente: mentre si pensa all'attimo presente, già questo è diventato passato e la mente è già proiettata verso il futuro...L'uomo non può vivere senza la speranza del futuro. La vita è una combinazione fra passato, presente, futuro.
Con il fiato sospeso...
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Sì, doveva accadere qualcosa, ma non ciò che io avevo cercato da tempo. Ho forse ricordato già in qualche parte sul blog questo fatto che poi rimase inciso nella mia memoria. Non so per quale motivo ci vedemmo tardi: tutto era avvolto dal buio ed in fondo mi trasmetteva una certa pace. eravamo nella Spianata, avevo il cuore in tumulto e non sapevo definire quei sentimenti che agitavano la mia anima. Era un mondo nuovo quello che stava nascendo dentro di me. E in quel buio tu mi regalasti una fiaccola che sarebbe dovuta ardere, illuminare i miei pensieri e i miei sentimenti per sempre: il Vangelo. "No" ti risposi"vedi, non serve...l'ho già!"
Salimmo sull'autobus, il cuore in tumulto perché avevo intuito che il mio diniego ti aveva un po' fatto male...Pensavi infatti, di farmi il dono più bello, ma io non potevo dirti una bugia.
Lei, la mia amica, era come Filippo che portò Natanaele da Gesù. Natanaele rispose scettico così come risposi io. "Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?" E Gesù rispose anche a me come a Natanaele: "Ecco uno che non si vergogna di dire ciò che pensa!"
"Come, mi conosci?" "Ti ho visto mentre cercavi la verità"
Così come Natanaele, anch'io indagavo e mi domandavo quale fosse la verità. Ogni attimo della vita è una poesia, un inno all'amore di Dio.
Bisogna vivere in profondità attimo per attimo, anche quelli che paiono più brutti: facendo così, perderanno parte della loro bruttezza e diventeranno più facili da superare.
Non so perché, sto ripercorrendo alcune tappe della mia vita; mi sento di ricordare alcuni momenti che non hanno avuto un particolare spessore, ma che ho, tuttavia, assaporati e ho custoditi nella memoria.
sabato 10 ottobre 2009
Ed il mio cuore...come un fiore
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Viaggia ancora la mia mente nel tempo e mi vedo ragazzina mentre passeggio per Corso Italia ed il globo infuocato del sole indugia sulla linea del'orizzonte, confine tra cielo e mare, insanguinando le acque. Ed ecco la gente si ferma incantata! E' una domenica tranquilla, assolata ma fredda. Sembrava che la luce stessa del sole sfiorasse i palazzi e là rimanesse congelata, cristallizzata, illuminando i colori dei muri e accendendo il verde delle piante come si fa con una lampada.
In corso Italia, alla Foce, si ci andava solamente per passeggiare, contemplare il mare, respirare di quell'aria salubre, inzuppata di iodio e salsedine che il vento portava, con il suo piglio gelido, deciso, invernale, gettava sul viso. E in quella domenica invernale, sferzata dalla gelida tramontana, la gente si fermò incantata di fronte a quel meraviglioso tramonto, sanguigno, che solo in Liguria si può contemplare. La gente si fermò incantata trattenendo il respiro...Persino i bambini smisero i loro giochi e contemplarono il sole che concludeva, coricandosi sulla linea dell'orizzonte, la sua lunga giornata durante la quale si era divertito sfidando la tramontana, ad illuminare gli spruzzi candidi del mare, le bancarelle tirate su alla bell'e meglio sulle piastrelle lungo il corso, la chiesa di sant'Antonio di Boccadasse.
Allora il cuore della città continuava a pulsare con il suo ritmo regolare mentre il buio avvolgeva ogni cosa, si posava sonnacchioso sul Ponte Monumentale, sull'acqua scrosciante della fontana di Piazza De Ferrari che, se potesse parlare, chissà cosa racconterebbe!
La musica mi trascina lontano da quel tempo e mi porta in una certa via, teatro di un'amicizia profonda anche se di tanto in tanto il tempo ha diviso le strade della nostra vita... I muri che hanno ascoltato questa stessa musica che ascolto adesso, potrebbero raccontare i nostri sogni, le nostre paure... Le svolte così decisive della nostra vita che a volte assumeva i toni del dramma o la sinfonia di una musica romantica...Oh sì, ma per quanto la vita rivestiva gli abiti del dramma, trovava spazio per lunghe risate che sapevano scherzare con la quotidianità.
E queste stesse note che ora ascolto, rimbalzavano tristemente sui monti del Righi che di sera sbiadivano e accompagnavano le mie pazze corse lungo la discesa che mi portava alla via centrale... Fuggivo il buio e la solitudine di quelle vie che si arrampicavano per i monti che pure facevano da raggera al mare.
Mi accorgo che parlare del cuore della mia città è come se parlassi del mio.
Quante speranze, quante attese!
Queste stesse note mi trasportano ancora... lontano...quando nel cuore stava sbocciando una vocazione particolare e, sola, passeggiavo per le strade del Righi, assaporando l'aria intrisa del profumo dell'erba fresca e delle ginestre in fiore... Queste note hanno accompagnato sempre sentimenti particolari...
Remember rain o november rain...
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Ho sempre amato i monti ma i miei occhi di bambina, di adolescente, che siano stati ridenti o bagnati dalle lacrime, si sono sempre posati su quello scorcio di mare che si apriva al mio sguardo e che rifletteva l'azzurro e il grigio del cielo e minacciava con il suo moto una tempesta in arrivo o annunciava ridente con i suoi colori splendenti che il cielo ormai era sgombro di nuvole. Quante volte ho visto luccicare l'asfalto sotto la carezza della pioggia che tonificava il terreno e che, formando un sipario scuro, velava il mare che già sotto la sferza delle gocce, si turbava, si disfaceva, incupendosi e muggendo, ferito, contro gli scogli e dando un tocco di poesia alla Lanterna che affondava nel grigio il quale cangiava in un celeste carico di piogge. "Remember rain" cantava Simon Garfunkel mentre, chiuse in una stanza di una casa che aveva l'orgoglio di dominare sulla via del Righi, non più uno scorcio di mare, ma un ventaglio di costa lambita dalla carezza delle sue acque azzurre, progettavamo con timore ma con trepidazione, un futuro che adesso è diventato presente...Oh veramente assai diverso da quello pensato tanti anni fa. Due amiche...
"Remember rain" ...ansie e speranze sono state purificate dai lunghi inverni allietati talvolta dal candido manto della neve, irrorati dalle malinconiche ma poetiche piogge, veri pianti del cielo che invogliavano a chiudersi nel tepore della casa o a contemplare estasiati un cielo cangiante. Come si tingevano di silenzio, le domeniche sonnacchiose...!
Come non ricordare quella domenica, 27 settembre, quando il cielo s'incupì minaccioso e le due amiche si recarono allo stadio....
Una corsa allo stadio, ma il cielo diventò talmente scuro che sembrava quasi notte. Allora si aprirono le cateratte e una pioggia violenta si riversò sulla città. Era un alluvione violento che riempì il Bisagno fino all'orlo. E il torrente, che fino ad allora non era stato che un filo d'acqua che scorreva tra le rocce, diventò carico di fango, scuro, minaccioso. Straripò, poi, durante la notte nel quartiere di Borgo Incrociati...
Quando si è sulla Croce, non si fanno discorsi...
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Ogni vita ha il suo Venerdì Santo, in cui la folla o una persona che ti ha osannato, ti tradisce, ti consegna alla sofferenza. Scocca allora il momento della Passione, del patimento. La folla o la persona ti consegna ai carnefici. Ti legano alla colonna e crudelmente ti flagellano. E' il momento del dolore, della solitudine, il momento in cui il Male affonda la sua mano nel petto e stritola il cuore, così fortemente da farlo sanguinare.
Ma non è lui che vincerà perché Gesù con la sua croce ha superato i cieli e ha spalancato la porta del Paradiso. durante la Passione Gesù non proferì discorsi ma nel silenzio affiorò la Sua carica d'amore. No, mentre si sale il Calvario, non si possono pronunciare grandi discorsi e forse nemmeno grandi preghiere. Si può solo unire la propria volontà con quella di Dio. E dopo il venerdì santo, entrare nel silenzio del sabato santo per poi esplodere di gioia nella domenica di Resurrezione.
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