Passeggio silenziosamente mentre il sole tenta di far capolino con i suoi raggi brillanti, tra la bambagia di alcune nuvolette chiazzate di nero, immerse in un cielo turchese. Le macchine sfrecciano e riempiono con i loro lamenti la città che si va svegliando sempre di più. Rientro in me stessa, mentre cammino anch'io verso la Chiesa dove riceverò il mio Signore. Immersa nei miei pensieri e nella mia solitudine, riscopro un silenzio profondo e grande. Come sarebbe bello mantenere questa pace costantemente! Scopro che il mio spirito è sempre più assetato di Dio ed è come quella barchetta che navigava nella bonaccia, senza più vento e onde alte, perchè al timone di essa vi era Gesù. Se permetto che tu salga nella mia barchetta, essa navigherà sempre nella bonaccia. Sì, il mio spirito desidera essere forte, non farsi sradicare da niente dal suo amore per Cristo.
Dal silenzio del mio cuore nasce allora, spontaneamente, il bisogno di pregare, di stare in continuo contatto con il mio Dio, in ogni cosa che compio. E nella preghiera, mentre il mio sguardo si posa in uno scorcio in cui s'intravede il mare scintillante, la mia mente segue i suoi pensieri che corrono verso l'infinito...o meglio l'eternità della vita. Come ci si agita per tante cose mentre scordiamo che siamo in viaggio verso l'eternità, che solo questa conta... e che il cuore umano è plasmato solo per essa!