La lettura della Sacra Scrittura ci aprirà ogni volta orizzonti nuovi, scopriremo sfaccettature nuove. Questa è l'opera dello Spirito Santo in noi che ci spiega le Scritture affinché riusciamo poi a metterle in pratica. Metterle in pratica non sarà una cosa immediata, c'è la fatica di superare le nostre debolezze, il nostro egoismo, la nostra durezza di cuore.
Non dobbiamo stupirci delle nostre debolezze, attraverso di esse capiremo quelle degli altri e saremo più inclini al perdono. Non dobbiamo essere convinti che "noi non faremo mai quella cosa" o che "a noi non capiterà mai" (ovviamente sono convinzioni che toccano il soggetto in prima persona). Dobbiamo essere vigili e chiedere in ogni istante della nostra vita l'aiuto di Dio. Non scorderò mai le parole di santa Teresa di Lisieux durante la durezza della sua malattia: "non lasciate mai accanto al letto di una malata grave delle medicine, perché esse non siano una tentazione di abbreviare le sofferenze".
Ella non supponeva di sé, sapeva che la forza le veniva da Dio. Quest'atteggiamento di umiltà ci mette in ascolto delle sofferenze e debolezze altrui, le considera con riguardo e ci pone in una condotta di accompagnamento rispettoso, senza giudizio o condanna verso gli altri.
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