giovedì 24 maggio 2012

La storia insegna


Di fronte a certi avvenimenti cruenti o particolarmente raccapriccianti, si suole sentire una certa esclamazione: “Siamo nel 2012 e ancora ci sono queste cose!”. Questa esclamazione suggerisce una riflessione. Se consideriamo tutta la storia dell'umanità, la possiamo  vedere in un crescendo e la possiamo rapportare alla storia di un individuo: prima si forma nel ventre della mamma, nasce, cresce scoprendo cose nuove, sempre più sofisticate, migliorando così le proprie condizioni di vita e creando uno spazio sempre più ampio di autonomia. E se riflettiamo ancor più profondamente, ci accorgiamo che in fondo, questo processo di crescita è avvenuto pure dal punto di vista sociale e filosofico. Ma è ovvio che tale crescita sia legata alla storia di ciascuna nazione o ciascun continente. Così come avviene nella singola persona: il suo presente trae origine dagli avvenimenti del passato, dalla sua provenienza, avvenimenti che talvolta non dipendono dalla persona stessa ma da quello che gli antichi chiamavano Fato e noi cristiani chiamiamo “volontà di Dio”. L'individuo si relaziona con questi accadimenti, a seconda del proprio carattere. Il carattere si può modificare ma possiede talune caratteristiche immutabili che, come i tratti somatici, definiscono la persona. Quindi, la nazione, il continente, la massa delle persone che vivono nella stessa area geografica, vengono influenzati dalla storia, dagli avvenimenti che l'hanno caratterizzata e contraddistinta. La mentalità della nazione, poi, è anche influenzata dalla posizione geografica. Un paese caldo costringerà i propri abitanti ad un ritmo più lento, rispettando i limiti che ne derivano; allo stesso modo, un paese in cui vi è un freddo intenso obbligherà le persone ad un certo tenore di vita. L'uomo, infatti, modifica l'ambiente per renderlo più confortevole, ma per certi versi è indotto lui stesso ad adattarsi: se non riesce ad adattarsi, deve emigrare e cercare un paese più conforme alle sue ispirazioni. Consideriamo il 2012 come epoca adulta perché sembra più intelligente di quella passata e l'intelligenza serve molto nella crescita personale perché permette alcune intuizioni e passaggi logici che una persona priva di questa non riuscirebbe a compiere. Epoca intelligente in quanto a livello tecnologico siamo avanti, abbiamo fatto delle scoperte straordinarie che hanno avuto ripercussione pure nel campo medico scientifico, ma riguardo all'etica... ho qualche perplessità. Si dice che in India siano molto avanti nella tecnologia, ma l'induismo, di cui l'occidente invidia tanto la filosofia della reincarnazione, assoggetta l'uomo ad una mentalità arretrata, ancorata ad una concezione di società suddivisa in classi che non permette il progresso di tutta la popolazione. Come si può osservare, a sviluppo della tecnologia, non coincide uno sviluppo etico – morale. Tecnologia sembra essere sinonimo di potere e il potere non sembra affatto portare ad un progresso spirituale dell'umanità. L'Europa, invece, ha pensato bene che, essendo cresciuta, possa fare a meno di Dio: Dio appartiene al passato, a persone che non sapevano come uscire dalla propria condizione di povertà e abbisognavano di un sostegno morale... Ma, cosa strana, nei paesi divenuti atei, il tasso dei suicidi è il più elevato: credo a ciò che vedo... Ho visto la crisi economica e come sta andando l'Italia, meglio buttarsi dalla finestra, tanto Dio non esiste.  Non vuole essere una condanna  per chi crede a ciò che vede, perché tutti noi passiamo attraverso questo dubbio atroce che lacera l'anima e siamo tentati a percorrere questa strada, però almeno non affermiamo di essere più intelligenti dei nostri antenati che avevano la forza di sopportare la povertà con dignità. E la storia dovrebbe insegnare: l'uomo nel 2012 dovrebbe essere giunto alla pienezza dell'età adulta o meglio, della senilità, visto che alcune rivelazioni dicono che la fine del mondo non dovrebbe essere poi così lontana! Eppure, è ancora Caino: uccide, rivendica; la violenza è di moda ed è un metodo spiccio sempre buono ad ogni occasione, anche le più banali...
Un filosofo/scrittore affermava che la storia si ripete ciclicamente. È vero, nessuno riesce ad imparare dalla storia che diventa uno studio mnemonico di date e avvenimenti che rimane sterile e non porta a nulla. Vero è, che comunque la storia si ripete in modo differente e, l'umanità, senza Dio, sembra andare sempre di più alla deriva poiché non ha idea che le malvagità che compie sono un peccato, un qualcosa che va bene. 
All'epoca adulta del 2012 esistono varie associazioni di volontariato, cosa buonissima, ma in fondo sono sempre esistite e tra le famiglie esisteva un mutuo aiuto che adesso sussiste a fatica, in quanto non ci si fida più della progredita umanità. L'uomo adesso ha bandito ogni forma di fantasia, d'immaginazione e quindi Dio non ha più posto nella sua vita, ma di fronte alla morte non ha parole, non riesce a sconfiggerla e rimane impotente. Soluzione? Una soluzione intelligente, visto che Dio non esiste? Allontaniamola dalla nostra mente e accarezziamola nei momenti di sofferenza intensa come dolce oblio. Non ne parliamo mai e...se è possibile usiamo altri termini che la rendano più soft. Lasciatemi scherzare un po' su tale argomento e sui termini usati... anche da noi cristiani e nessuno ne abbia ad onta! In fondo anche una grammatica famosissima lo ha fatto!
Non diciamo mai che una persona è morta. Morto, è un termine troppo duro, meglio dire che la persona è mancata... Ah sì, è mancata all'appello? E dov'è andata? Ma che domande! È volata in cielo.... Sempre sperando che sia andata in paradiso! Ma se sei ateo, come fai a dire che è volato in cielo? Quale aereo ha preso??? 
Perdonatemi questi scherzi, a volte ci vogliono... Sperando che la storia insegni davvero e che nessuno possa dire di aver fatto volare in cielo qualcun altro!!!
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