venerdì 22 aprile 2011

Ancora....con amore di padre....

Carissimo papà, ti scrivo proprio il venerdì santo. Certo, non è così strano ricordarti con più intensità proprio oggi, ricordare il tuo calvario...
Come esprimere l'amore che gonfia il mio cuore? Ora ti sento più vicino che mai. Hai riempito il mio cuore di pace dinanzi a te, ancora, con amore di padre. Adesso puoi sapere meglio l'amore che mi ha spinto a scegliere Cristo. La mia fede dinanzi al tuo corpo esanime, è cresciuta, si è rafforzata. E' stato Dio a chiamarti, ma, ancora, con amore di padre, hai voluto percorrere prima di me la via dolorosa del Calvario fino alla morte, come facevi quando volevi a tutti i costi insegnarmi a nuotare. Ti buttavi prima tu nell'acqua trasparente e poi m'incitavi a seguirti... Io, però, ho imparato da sola.... Siamo poi giunti allo stesso punto, per strade diverse. Anch'io giungerò al tuo punto, al tuo stesso punto, ma, forse, per strade diverse... nonostante anche il nostro calvario ci abbia accomunato... per di più nello stesso periodo...
Ti sei tuffato nell'eternità prima di me e subito mi hai comunicato: "Non avere paura" ... E a me avevi affidato nella parte terminale, più dolorosa del tuo calvario, una frase fatidica che non avevi detto a nessuno, ma che mi si ripresentava ogni qualvolta la tua salute peggiorava: "Non credo che questa volta ce la farò".
Avevi ragione! Chissà cos'hai sentito... Te ne sei andato con il tuo solito riserbo, in punta di piedi, senza un'agonia lunga, come quando tacevi i tuoi dolori e tutto ti sembrava nulla... Quante volte mi hai abbracciato! Ma nonostante questo, il tuo trapasso è stata una "festa", come una vera Pasqua, un tuffo nell'eternità. Se amo profondamente l'eternità, non posso pensare che ti sia accaduta una cosa brutta! Ti ha liberato da tante umiliazioni anche!
Allora arrivederci, in paradiso...
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